Fabrizio Gatti – Lo scandalo G8 e l’hobby da 300mila euro

Posted on 31 dicembre 2008

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Scoperti altri affari tra la moglie del supermanager incaricato dalla Protezione civile e le imprese che si sono aggiudicate l’appalto più ricco per i cantieri della Maddalena

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Nulla di irregolare nei cantieri per il G8 sull’isola della Maddalena. Lo sostiene un comunicato della Protezione civile. La dichiarazione si basa su un rapporto al capo dipartimento Guido Bertolaso, che è anche commissario delegato per il G8, firmato da Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Balducci da marzo è stato "soggetto attuatore" e poi coordinatore degli appalti da 300 milioni di euro per il supervertice tra capi di Stato, che si terrà alla Maddalena dall’8 al 10 luglio 2009. Ma L’espresso ha scoperto altri affari per 330 mila euro dichiarati nel 2007 che uniscono nella stessa società la moglie di Balducci, Rosanna Thau, 62 anni, e un imprenditore che controlla ed è legato alle ditte che si sono aggiudicate gli appalti più ricchi alla Maddalena.
Pur promettendo la massima trasparenza sul caso, la Protezione civile ha nel frattempo tolto dal suo sito le ordinanze di Palazzo Chigi con cui Balducci era stato nominato e poi rimosso. E il provvedimento con cui Silvio Berlusconi aveva chiesto a Bertolaso di "assicurare un’adeguata attività di verifica degli interventi infrastrutturali posti in essere dai soggetti attuatori di cui alle ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri numero 3629 del 20 novembre 2007 e numero 3663 del 19 marzo 2008, in termini di congruità dei relativi atti negoziali". L’espresso, nella sua inchiesta pubblicata la scorsa settimana, ha scoperto che il contratto più ricco è andato a imprenditori in affari proprio con la moglie del presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Circostanza che Balducci smentisce annunciando querele. Alcuni documenti depositati alla Camera di commercio di Roma e altri pubblicati dal sito internet della Protezione civile però contraddicono sia la relazione di Balducci sia la precisazione della Protezione civile. Poiché si tratta di uno dei più grossi appalti pubblici nazionali, in un momento di grave difficoltà dell’economia e delle casse dello Stato, vale la pena leggere quei documenti.

L’HOBBY DELLA SIGNORA
Il presidente Balducci, massima carica dell’organo che valuta e guida le opere del ministero alle Infrastrutture di Altero Matteoli (An), precisa che la Erretifilm srl, società di produzioni cinematografiche, riguarda le "attività hobbistiche" di sua moglie, Rosanna Thau. Balducci smentisce l’esistenza di legami d’affari tra la sua famiglia e l’Impresa Anemone costruzioni intorno a cui, come ha rivelato L’espresso, ruota una fetta da 117 milioni di euro sui 300 che saranno spesi per costruire le strutture del G8. Il supermanager dello Stato sostiene che c’è solo "identità dello studio professionale commerciale usato dalla ditta Anemone e un componente della famiglia dell’ingegner Balducci". La nota del presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici nasconderebbe però sia a Bertolaso, sia a Palazzo Chigi, sia al ministro Matteoli il resto della storia. È tutto scritto nei dossier depositati in Camera di commercio dalla stessa Erretifilm. Per la sua attività hobbistica, la moglie di Angelo Balducci e la sua società nel 2002 hanno ricevuto 25 mila euro come capitale sociale da un imprenditore, Vanessa Pascucci, 37 anni. Chi è Vanessa Pascucci? È la proprietaria al 50 per cento della Redim 2002 (vedi il diagramma degli appalti) la società che il 6 agosto 2008 ha messo il 35 per cento del capitale (7000 euro) per costituire l’Arsenale scarl e fornire manodopera al cantiere principale del G8. La ragnatela è molto più estesa. Perché la Redim 2002 di Vanessa Pascucci possiede il 70 per cento di un’altra impresa, la Minerva società consortile, amministrata da Daniele Anemone, 34 anni, titolare al 98 per cento dell’Impresa Anemone costruzioni: proprio la ditta che, con la Nuove infrastrutture di Fano, si è aggiudicata la fetta più grossa del contratto G8. Daniele Anemone è anche a capo dell’omonimo

Gruppo Anemone che possiede il 55 per cento della Maddalena scarl. E si torna al G8: la società è stata costituita il 17 luglio 2008 per fornire manodopera al cantiere dove già lavora l’Arsenale scarl. Il presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici sostiene anche che la Erretifilm sia inattiva e in liquidazione. Dal bilancio 2007 di Erretifilm risulta invece che la società di Vanessa Pascucci e della moglie di Balducci dichiara un attivo di 330 mila euro di cui 293 mila in diritti cinematografici.
Raccontandola in altre parole: Vanessa Pascucci nel 2002 mette a disposizione 25 mila euro per l’hobby della moglie del supermanager incaricato dalla Protezione civile, con lei nel 2007 condivide diritti cinematografici e altro per 330 mila euro e nel 2008 con le aziende del Gruppo Anemone per cui lavora ottiene dalla Protezione civile i superappalti per il G8. Appalti affidati proprio al coordinamento di Balducci. Una vicinanza curiosa, ma che non configura nessun reato. Allora perché il presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici non ne parla nella sua relazione a Bertolaso? E davvero a Palazzo Chigi nessuno sapeva?
QUESTIONE PRIVATA
Sarebbe una questione strettamente privata se non fosse per l’incarico che ricopre Angelo Balducci. Fino al 13 giugno 2008 Balducci è "soggetto attuatore" di tutte le grandi opere per il G8, come indicato dall’ Ordinanza 3684, con la nomina affidatagli il 20 marzo da Bertolaso. Il delicato compito di "soggetto attuatore", centrale a tutti gli appalti, è stabilito nell’articolo 5 comma 8 dell’ Ordinanza 3663 del presidente del Consiglio dei ministri del 19 marzo 2008. Dopo la sostituzione, Balducci mantiene comunque un ruolo chiave nei cantieri con "le funzioni di raccordo tra la predetta struttura di missione, quale stazione appaltante… e i soggetti coinvolti dagli interventi infrastrutturali da porre in essere ai sensi dei grandi eventi richiamati in premessa". In gioco non ci sono soltanto gli appalti per il G8, ma anche i contratti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e per i mondiali di nuoto "Roma 2009".
IL RUOLO DELLA PROTEZIONE CIVILE

Nel suo comunicato lo staff di Bertolaso precisa che Balducci non è "un funzionario della Protezione civile, ma il riferimento naturale per la realizzazione di opere pubbliche" in quanto presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici: una "scelta del dipartimento di assegnare ruoli ai più alti livelli istituzionali nell’ambito delle rispettive competenze, per i diversi settori su cui si sta svolgendo l’attività preparatoria del prossimo G8". Sarebbe normale se tutto questo fosse vero.
La realtà però è diversa. Angelo Balducci ricopre il ruolo più delicato nel ministero delle Infrastrutture soltanto dal 10 ottobre 2008, come indicato dalla delibera per la sua nomina. L’incarico come soggetto attuatore gli viene formalizzato già il 20 marzo 2008 dal commissario delegato Bertolaso. Pochi giorni prima Balducci è ancora capo dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo, come risulta da un documento ufficiale. E lì rimane. Fino al momento in cui Guido Bertolaso lo mette a gestire gli appalti per il G8. Balducci smentisce perfino che i progetti siano coperti da segreto di Stato.
L’ordinanza del 19 marzo 2008, che il giorno dopo permette proprio la sua nomina, stabilisce invece "di dover estendere agli interventi realizzativi dell’intero complesso delle opere, nonché delle forniture e dei servizi interessati allo svolgimento del grande evento relativo alla Presidenza italiana del G8 la qualificazione di riservatezza e segretezza…". Venerdì 19 dicembre il procuratore di Tempio Pausania fa perquisire la casa e l’ufficio alla Maddalena di un sindacalista della Cgil, Tonino Cansella, 51 anni, che stava raccogliendo denunce dai lavoratori sul controllo del caporalato, i turni massacranti, gli straordinari pagati in nero e l’evasione dei contributi Inps dentro i cantieri del G8. Cansella è accusato di procacciamento di notizie sulla sicurezza dello Stato. Per aver tentato di difendere la sicurezza degli operai rischia da 3 a 10 anni di carcere. Nel totale silenzio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della Protezione civile e di buona parte d’Italia.

(29 dicembre 2008)