Musica: crollo dei Cd, avanti il digitale e anche il vinile

Posted on 4 gennaio 2009

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Negli Stati Uniti vanno a picco le vendite degli album su Cd. Aumenta il «download» di singoli brani

 

Cronaca di una morte annunciata: per il settimo anno consecutivo le vendite degli album musicali negli Stati Uniti hanno fatto registrare perdite a due cifre (-14 per cento). Rispetto al 2000 (anno di massimo successo per i compact-disc), ormai si compra la metà dei Cd. Ma a guardare meglio tra i dati di Nielsen relativi al mercato Usa del 2008, il bicchiere non è solo mezzo vuoto: il mercato musicale continua a crescere, grazie soprattutto al successo dei download digitali e alle altre forme di business emergenti online.

DIGITALE, AVANTI TUTTA – Nel corso del 2008 sono stati commercializzati 1,51 miliardi di «unità musicali» (tra Cd, tracce digitali, videoclip, Dvd). Un netto balzo in avanti rispetto allo scorso anno (+10 per cento), determinato in larga parte dalla crescente popolarità degli acquisti di singole tracce su servizi come iTunes ed AmazonMP3. Sembra ormai irreversibile, invece, il declino dell’album. Se si considerano le vendite complessive di Cd, Lp e dischi digitali, rispetto al 2007 c’è stata una perdita di oltre 100 milioni di unità.

LA RIVINCITA DEL VINILE – Se i compact-disc ormai attirano sempre meno acquirenti, lo stesso non può dirsi per una tecnologia vintage come il vinile: lo scorso anno ne sono stati venduti quasi 2 milioni, cifra record per un supporto dato ormai per morto. A guidare la classifica sono i Radiohead con circa 65 mila vinili distribuiti, seguiti dai Metallica e i Beatles. Segno che le strade per la rinascita dell’industria musicale sono davvero tante, basta solo aprirsi ai nuovi segnali che arrivano dal mercato.

BILANCI IN ROSSO – Eppure, come fa notare il Wall Street Journal, i Cd restano ancora la principale fonte di introiti per le major del disco. «Con la crescita del digitale, nascono nuovi business e si moltiplicano le fonti di guadagno. Ma questi non saranno sufficienti a rimpiazzare le perdite nei prossimi cinque anni», ha spiegato un analista dell’istituto Gartner al New York Times. Profittevole o meno che sia, la transizione al digitale è comunque una mossa obbligata per le major, costrette a puntare non solo sul download online (che da solo non basterà mai a coprire le perdite), ma anche su altre formule di distribuzione dei contenuti (streaming dei videoclip, settore mobile), oltre che sui servizi accessori (eventi dal vivo, vinili e Cd ad edizione limitata).

Nicola Bruno
02 gennaio 2009

Posted in: Musica