Alberto Crespi – La leggenda di Sergio Leone

Posted on 30 aprile 2009

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A noi l’ha raccontata qualcuno al quale l’aveva raccontata qualcun altro. Sergio Leone piomba a casa di Rod Steiger per convincerlo a interpretare "Giù la testa". Steiger ha gente a cena. Leone si siede e nel giro di pochi secondi ha l’attenzione della tavolata. Racconta tutto il film. E lo racconta come solo lui sapeva fare, dicendo le battute di tutti i personaggi, mimando le pistolettate con le mani, facendo con la bocca tutti i rumori – lo sferragliare dei treni, i colpi di fucile, i nitriti e le galoppate dei cavalli, le esplosioni della dinamite. Alla fine sono tutti k.o. A cominciare da Steiger, che accetta: farà il film. Leone se ne va. Steiger e i suoi commensali tornano alla cena: e solo allora si accorgono che Leone, mentre raccontava Giù la testa, si è divorato tutto quello che c’era sulla tavola.  Probabilmente è una leggenda. Secondo altre fonti, Leone manco lo voleva, Steiger. Lo propose la United Artists, le prime scelte del regista erano Jason Robards (il Cheyenne di C’era una volta il West) e Malcolm McDowell.
Magari la cena c’è stata, ma è avvenuta al ristorante, o Steiger non aveva ospiti, o Leone non ha mangiato nulla (questa, avendolo visto in azione, ci sembra un’ipotesi poco credibile). Però, se è un’invenzione è inventata molto bene. E come diceva John Ford in L’uomo che uccise Liberty Valance, quando la realtà contraddice la leggenda, stampate la leggenda. Sono passati vent’anni dalla prematura morte di Sergio Leone, avvenuta il 30 aprile del 1989, e oggi stampiamo la leggenda. Sergio sarà contento. Abbiamo avuto l’onore di conoscerlo negli ultimi anni della sua vita, quando si era riavvicinato a l’Unità (galeotta fu una lunga intervista di Michele Anselmi sul set di C’era una volta in America) che ai tempi dello spaghetti-western l’aveva spesso snobbato. Per questo giornale scrisse due splendidi pezzi, uno sui 90 anni del cinema nel 1985, un altro sui dieci anni dalla morte di Chaplin nel 1987.
Ma Leone, oltre che nei suoi film, vive nella «vulgata», nell’inesauribile aneddotica che circola nel mondo del cinema. Chiunque l’abbia conosciuto ha qualche storia da raccontare. Noi sfoggiamo spesso quella dei pranzi all’hotel Rossija di Mosca, quando tentava di combinare il film sull’assedio di Leningrado. Disperato per la cucina russa, ci diceva: «Ahò, chiama la matrjoska – la cameriera, ndr – dije se ce fà du’ spaghetti». E alla nostra risposta – Sergio, il menù è fisso, e qui gli spaghetti non li sanno fare – rilanciava sconsolato: «Manco du’ ova ar tegamino?». Giuliano Montaldo, amico e complice (Leone gli produsse Il giocattolo, con Nino Manfredi), racconta sempre di quando, nello Zimbabwe per Tempo di uccidere, sollevò il telefono nella stanza d’albergo e sentì l’inconfondibile vocione: «Che stai a fà?». Lo raggiunse nella hall, Leone era in Africa per girare un «carosello», e disse all’amico una delle sue battute alla Clint Eastwood: «Sai qual è il mal d’Africa? Tornarci!».
Ma le più grandi storie su Leone sono quelle di Claudio Mancini, suo sodale in vari film e produttore di Giù la testa. Mancini ha più o meno la stessa età di Leone, è un romanaccio come lui: un ex pugile in ottima forma e un formidabile narratore. Solo lui può raccontare, perché c’era, la morte di Al Mulloch.  «Per i tre pistoleri del prologo di C’era una volta il West Sergio voleva il trio di Il buono il brutto il cattivo: Eastwood, Van Cleef e Wallach. Gli altri avrebbero accettato, Clint no: così ripiegammo su tre caratteristi western, Woody Strode, Jack Elam e Al Mulloch. Quest’ultimo era un canadese malinconico, credo avesse guai in famiglia, era depresso. Le riprese di quella scena durarono giorni e giorni. Una sera, tornando all’albergo dove tutti dormivamo, io e Sergio saliamo le scale e vediamo volare dalle finestre uno spolverino. Uno schianto, scendiamo di corsa: Mulloch s’era buttato con lo spolverino di scena addosso. Mentre aspettiamo l’ambulanza, sento Sergio che mi sussurra: “piglia il vestito”. Effettivamente non ce n’era uno di riserva, ma in quel momento… sta di fatto che Mulloch muore, e il giorno dopo giriamo con una controfigura. Sergio la piazza sullo sfondo, di spalle, per farla vedere il meno possibile; ma mentre guarda nell’obiettivo sento che dice “si vede, si vede che non è lui…”, finché la rabbia monta e gli scappa la frase storica: “ma li mortacci sua, nun se poteva ammazzà domani?”».
Questo era Leone, uomo di grandi slanci ed enormi incazzature. In quanto a Mancini, ha pure lui la sua leggenda. Sul set di Un genio due compari un pollo, film di Damiani prodotto da Leone, i ritardi nelle riprese costrinsero Sergio e il suo amico Montaldo ad accorrere per salvare il film. «Girammo scene da seconda unità mentre Damiani lavorava con gli attori – racconta Montaldo – e Mancini riuscì a organizzare, nel deserto dell’Arizona, un catering da paura. Mentre la troupe mangia, passa un indiano Navajo a bordo di un pick-up, un camioncino scoperto. Si ferma, chiede da bere, qualcuno lo caccia in malo modo. Il Navajo non fa una piega: va al pick-up, prende un Winchester e spara sulla mensa! Scappiamo tutti, tranne Mancini che lo affronta, gli strappa il Winchester e gli dice in romanesco: “li mortacci tua, te sei rincojonito? Me stai a sbracà er catering!”, e lo carica sul pick-up». Mancini è così, non aveva – non ha – paura di nulla. Se in questo ventennale vorrete rivedervi C’era una volta il West, sappiate che fa il fratello di Armonica, quello che viene impiccato nel flash-back mentre Henry Fonda lo guarda e se la ride.

 

I magnifici sette tra il 1960 e il 1984

Sono sette i film realizzati da Sergio Leone tra il 1960 e il 1984. Ecco i titoli:
Il Colosso di Rodi
Con Rory Calhoun, Lea Massari, Georges Marchal, Conrado San Martin.
Italia, Francia, Spagna, 1960
Per un pugno di dollari
Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Lukschy
Italia, Germania, Spagna, 1964
Per qualche dollaro in più

Con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Marià Volonté
Italia, Spagna, Germania occidentale, 1965
Il buono, il brutto, il cattivo
Con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Eli Wallach, Rada Rassimov
Italia, Spagna, 1966,
C’era una volta il West
Con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti
Italia, 1968
Giù la testa…
Con Rod Steiger, James Coburn, Rick Battaglia, Romolo Valli
Italia, 1971
C’era una volta in America

Con Elizabeth McGovern, James Woods, Robert De Niro, Treat Williams, Joe Pesci
Usa, Italia, 1984

30 aprile 2009

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