Gianni Barbacetto – Ecco perché in Italia c’è il regime (ovvero l’«anomalia» Annozero)

Posted on 4 ottobre 2009

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3 ottobre, no all’informazione al guinzaglio

da societàcivile.it

Oggi ho capito perché siamo in un regime. Adesso cerco di spiegarlo a me stesso e a voi.

Dunque. Domani ci sarà una grande manifestazione per la libertà d’informazione. Ieri c’è stata la puntata di Annozero con la partecipazione di Patrizia D’Addario. Da giorni il satrapo anziano e i suoi servitori continuano a ripetere che c’è ampia libertà d’espressione in un paese in cui tanti giornali criticano il presidente del consiglio e in cui la tv pubblica può fare quello che fa Santoro.

Ecco il regime: tutti a discutere dell’anomalia Santoro, i berluschi per attaccare, gli oppositori per difendere. Ma ci rendiamo conto? Regime è capacità di bloccare la discussione su Annozero. Mentre Santoro è la normalità, l’informazione, il giornalismo (perfino in ritardo: l’Orf, la tv pubblica austriaca, ha intervistato D’Addario due mesi fa).

L’anomalia è tutto il resto della tv pubblica e privata, occupata militarmente dai servi di Arcore. È il Tg1 di Minzolini che censura le notizie. È Porta a porta di Vespa che dà subito la parola al padrone senza domande (e con il Sansonetto di compagnia) per difendersi dalle accuse della moglie, poi allestisce una cerimonia di regime attorno a una insignificante consegna di casette ai terremotati, e ieri ha fatto il Dopofestival, o il Processo alla tappa, per cercare di rispondere e arginare il successo di Annozero.

E anche noi a parlare di Santoro. Ma così non parliamo di tutto il resto della tv, cioè del problema: ecco il regime.

(2 ottobre 2009)