Cos’è stato fatto per l’Abruzzo? Strasburgo indaga sui fondi Ue

Posted on 5 ottobre 2009

0


 

di Luigi De Magistris   

tutti gli articoli dell’autore

In questa settimana alla Commissione Controllo sui Bilanci del Parlamento Europeo abbiamo discusso anche di criminalità organizzata e delle modalità per consolidare il contrasto alla corruzione ed alle frodi comunitarie. È stato un confronto molto utile in quanto si è proceduto anche all’audizione dei rappresentanti europei dell’Ufficio antifrode e della Corte dei Conti.

Nell’ambito delle quattro missioni che il Parlamento dovrà svolgere nell’anno 2010 ho proposto che una di queste sia effettuata in Italia – ed in particolare in Abruzzo, Calabria, Campania e Lombardia – e la Commissione ha deliberato in conformità. Si tratta di delegazioni molto importanti, di altissimo livello, che dovranno valutare numerosi aspetti: tra i quali i reati commessi nell’ambito della gestione di fondi europei, lo stato dei rapporti di collaborazione tra autorità nazionali ed Ufficio antifrode, la realizzazione di opere e progetti finanziati dall’Europa, lo sperpero per incapacità delle risorse comunitarie, la proporzione costi/benefici tra quanto realizzato ed i soldi impiegati, il livello di collusione della politica nell’utilizzo delle erogazioni pubbliche ed il ruolo della criminalità organizzata. Sta crescendo la consapevolezza, anche in Europa, che nella gestione illecita dei fondi pubblici si realizzano rapporti illeciti che inquinano le Istituzioni attraverso corruzioni alterandosi anche i rapporti tra economia legale ed illegale. Il consolidamento della mafia imprenditrice che governa anche la cosa pubblica.

Questa attività della Commissione è determinante anche per contrastare ogni forma di riciclaggio da parte della criminalità organizzata negli Stati dell’Unione. Mentre, quindi, in Europa, con non poche difficoltà, si mettono a punto le strategie di contrasto al crimine, in Italia il Governo – da ultimo attraverso il cosiddetto “scudo fiscale” – attua una vera e propria forma di riciclaggio di Stato consentendo e favorendo il rientro in Italia dei capitali sporchi inviati all’estero, nei paradisi fiscali, dalle mafie, dai corrotti e dagli evasori fiscali.

In Europa si realizzano gli strumenti per sconfiggere i criminali, mentre in Italia la maggioranza (saldamente guidata da un piduista) produce norme in favore dei mafiosi e dei peggiori criminali utilizzando, poi, gli arnesi della propaganda di regime per comunicare che questo governo (con l’apporto determinante della Lega dei Roma ladrona) è il più bravo nella lotta alle mafie (il mancato scioglimento del Comune di Fondi è solo un altro esempio del contrasto al crimine da parte della maggioranza). Allora convengo che il Presidente del Consiglio sia stato il miglior capo di governo degli ultimi 150 anni, aggiungerei, però, per la criminalità organizzata.

Ed allora non solo è ovvio, ma è doveroso che di questi temi, di tale emergenza democratica e di un vero contrasto alle mafie per difendere la democrazia ed i cittadini tutti, si deve discutere in Europa.

04 ottobre 2009