La gente grida «Assassini»

Posted on 5 ottobre 2009

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di Ninni Andriolotutti gli articoli dell’autore

“Emergenza idrogeologica”, ammette Berlusconi. Peccato che il governo se ne accorga solo adesso, a “disastro annunciato” e già avvenuto, con il conto delle vittime che si aggiorna di ora in ora, con gli sfollati accampati in residence e alberghi, prossime comparse dello show del dopo L’Aquila inserito nella scaletta tv di Palazzo Chigi, mentre il fango dell’alluvione siciliana ricopre ancora macerie e morti. Quanti potenziali Giampilieri si contano in questo Sud che il Cavaliere sorvola su aerei di Stato ed elicotteri, tra un fine settimana ad Arcore e un lunedì con Bossi? Ieri, davanti alla Prefettura di Messina, a centinaia contestavano il governatore Lombardo e il ministro Matteoli con cartelli e striscioni che dicevano “no” alle “opere faraoniche” e al “ponte sullo Stretto”. “Assassini”, scandivano, sotto le finestre dove il premier incontrava la stampa, dopo aver varcato un portone secondario del palazzo per sfuggire ai fischi, al termine di un sopralluogo – dall’alto, assieme a Bertolaso – sul teatro “impressionante” delle frane. Il presidente della Regione, Lombardo, poche ore prima, se l’era presa con l’abusivismo e con quel destino, cinico e baro, che non consentirebbe di prevedere “che si distacchi un pezzo di montagna”. Ma sono così inimmaginabili le conseguenze di un sistema di scambio che gli abusivi – anche in Sicilia – li tollera e li incentiva come strumenti di voti e di consenso? “Berlusconi ha azzerato i fondi per difesa del suolo – ricordava ieri Ermete Realacci – E i suoi governi sonostati gli autori di due condoni tombali e delle sanatorie edilizie che hannoregalato al nostro Paese milioni di metri cubi di cemento abusivo”. Ma è sembrato vagamente polemico con il governo, ieri, il governatore siciliano quando, al fianco di Berlusconi, ha spiegato che in Sicilia "non si può più consentire un aumento della cubatura in cemento in posti a rischio idrogeologico".

POSTI A RISCHIO

E quanti sono – nel Mezzogiorno – i “posti a rischio”, a fronte della libertà di costruire che sottende certe scelte del governo? Il disastro di Scaletta Zanclea era “annunciato”, rivela adesso Berlusconi. “Noi lo avevamo previsto con anticipo. Avevamo dato l’avviso per tempo, ma la precipitazione è stata ancora più intensa…”. Responsabilità allo scarico? C’è da ricordare che già due anni fa l’alluvione aveva colpito duramente queste zone.Eche da allora,comedenuncia anche un’interrogazione del Pd alla Regione, non è stato fatto granché per mettere la gente al riparo danuovi disastri. Dare l’allarme poche ore prima che si determini una calamità – come ha fatto anche questa volta la Protezione civile – serve a poco se non si è fatta prevenzione a tempo debito. E, soprattutto, se da Roma si guarda alla Sicilia solo con la logica- immagine del miraggio del Ponte che serve a nascondere la politica del nulla. La stessa che lascia il Sud al suo destino per schiacciare l’occhio alla Lega. Sarà stanziato un miliardo di euro per affrontare le situazioni a rischio idrogeologico su tutto il territorio italiano, annuncia il premier.

SCILLA E CARIDI

E nell’attesa che si possa raggiungere Scilla da Cariddi, con treni e auto, il Berlusconi del dopo alluvione promette – lo ha fatto ieri visitando gli sfollati alloggiati a Capo Peloro e al residence Le Dune – casette con “fiori, giardini, stoviglie, frigoriferi e riscaldamenti” simili a quelle già consegnate ai terremotati abruzzesi. Il metodo L’Aquila esportato in Sicilia. “La ricostruzione costa troppo e non è sicura – ha spiegato ieri il premier – Quindi faremo come in Abruzzo: nuove abitazioni in altre zone”. I soldi? “Non sono un problema – ha assicurato – il governo metterà tutte le risorse necessarie”. Nei prossimi giorni il Consiglio dei ministri nominerà Lombardo commissario straordinario per l’alluvione. Nella Sicilia dell’Autonomia l’autorità per l’emergenza spetta alla Regione. Roma, poi, bloccherà tasse e mutui ai cittadini del Messinese. “Ci sono voluti i morti per farvi venire qui”, gridava ieri la folla, raccolta davanti alla Prefettura. Berlusconi ha promesso di ritornare in Sicilia per seguire direttamente i lavori per i nuovi alloggi degli sfollati. Anche a Messina, come in Abruzzo – scia di telecamere compresa – lo spettacolo è assicurato.

05 ottobre 2009

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