La Corte Costituzionale boccia il Lodo Alfano

Posted on 8 ottobre 2009

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Berlusconi: «Vado avanti, la corte è di sinistra»

Non passa lo «scudo giudiziario» per sospendere i processi alle quattro più alte cariche dello Stato. Dopo due giorni di camera di consiglio, i giudici della Consulta hanno deciso di giudicare non costituzionale la legge voluta dal Pdl di Berlusconi. La Consulta ha bocciato il lodo Alfano per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal lodo per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il lodo è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Otto giudici avrebbero votato per la bocciatura, sei i contrari.

21.55 – Fini chiama Berlusconi: «Andiamo avanti, maggioranza solida»

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha chiamato oggi il premier Silvio Berlusconi, dopo che era stata resa nota la sentenza della Consulta sul Lodo Alfano, rassicurandolo, secondo quanto si è appreso in ambienti  parlamentari, sulla volontà di andare avanti in questa legislatura. La maggioranza è quella uscita dalle urne ed è solida, avrebbe tra l’altro detto Fini al presidente del Consiglio.

21.43 – Bianconi, Pdl: «Matto chi dà credito a Di Pietro»

«Le volgari offese di Di Pietro confermano ancora una volta quali rischi correrebbe il Paese se fosse governato da gente come l’ex pm. Matti sono quelli che ancora danno credito a un simile personaggio e i suoi alleati che, nonostante Tonino non perda occasione per criticarli aspramente ogni giorno, continuano a stare con lui». È quanto afferma Laura Bianconi, vice presidente del gruppo del Pdl in Senato.

21.37 – Veltroni: «Berlusconi irresponsabile»

«Il capo dello Stato sta dalla parte dei cittadini italiani e della Costituzione. Gli irresponsabili attacchi di Berlusconi nei suoi confronti sono inaccettabili e vanno respinti con fermezza. Il presidente Napolitano ha svolto, svolge e svolgerà per tutta la durata del mandato il suo ruolo di garanzia in modo ineccepibile»: così  Walter Veltroni.

21.00 – Alfano: «No a legge costituzionale»

«Non abbiamo intenzione di seguire la via della legge Costituzionale». Lo ha detto a ‘Porta a Porta’ il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, alla domanda se il governo stia pensando all’ipotesi di un terzo lodo dopo la bocciatura di questa sera della Consulta. «Questo – ha spiegato Alfano – aprirebbe il campo a una ipotesi di immunità parlamentare che non è nella nostra agenda. Comunque sulle valutazioni faremo il punto domani quando è convocato un ufficio politico del Pdl».

20.53 – Di Pietro, Idv: «Berlusconi si dimetta»

«L’attacco del giorno dopo da parte di Berlusconi alla Consulta e a Napolitano, fatto dopo aver blandito il giorno prima gli stessi giudici della Corte, e dopo aver invitato a cena alcuni di essi per ingraziarseli, dimostra ancora una volta non solo che non è uomo di governo, ma che non ha rispetto per le istituzioni». Lo afferma in una nota il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. «Berlusconi è letteralmente matto, se non da legare, da rimandare a casa – aggiunge – Per questa ragione, prima che faccia altri danni a questo Paese, chiediamo a gran voce che tutti i cittadini si uniscano a noi nel chiedere e pretendere le sue dimissioni. Prima va a casa, meglio è per il Paese e per lui che, come dice sua moglie, ha bisogno di cure e non certamente di governare»

20.51 – Alfano: «Si crea problema tra premier e cittadino»

«Con la bocciatura del lodo si crea un problema: da una parte c’è Silvio Berlusconi premier, legittimato da milioni di voti, che ha diritto di governare, e, dall’altra, vi è il cittadino Silvio Berlusconi, che ha il diritto di difendere se stesso nelle aule di tribunale»: lo ha detto, a Porta a Porta, il ministro della giustizia Angelino Alfano.

20.47 – Berlusconi: «Non mi interessa cos’ha detto Napolitano»

«Non mi interessa quello che ha detto il capo dello Stato. Mi sento preso in giro e non mi interessa».

20.45 – Berlusconi: «La sinistra si è impadronita della Corte Costituzionale»

«Siamo assolutamente convinti, anche dopo questa sentenza, dell’indispensabilità dell’essere noi qui a salvaguardare l’Italia e gli italiani di fronte a questa sinistra che si è impadronita della Corte Costituzionale e che ha prodotto una sentenza assolutamente politica». Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, prima di entrare a Palazzo Grazioli al termine della visita alla mostra ‘Il potere e la grazia’.

20.37 – Napolitano: «Tutti sanno che sto dalla parte della Costituzione»

«Tutti sanno da che parte sta il presidente della Repubblica. Sta dalla parte della Costituzione, esercitando le sue funzioni con assoluta imparzialità e in uno spirito di leale collaborazione istituzionale». È quanto si legge in una nota diffusa dal Quirinale dopo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti, ha detto tra l’altro: «Il capo dello Stato sapete da che parte sta…».

20.34 – Bondi, Pdl: «Senza Berlusconi l’Italia non ha futuro»

«Ogni giorno sono stupefatto dalla determinazione, dal coraggio e dalla forza morale che il Presidente del Consiglio esprime di fronte a quello che di sconcertante accade da quasi 20 anni in questo sventurato Paese». Lo afferma Sandro Bondi, ministro per i Beni Culturali e coordinatore del Pdl. «Dobbiamo sapere tutti – aggiunge – che senza di lui, senza la testimonianza quasi eroica e certamente commovente che offre al servizio della libertà, della democrazia e dello sviluppo dell’Italia, saremmo tutti privati della possibilità di guardare al futuro con un minimo di speranza»

20.30 – Pd: «Inaccettabili le parole del premier»

Sono «inaccettabili» le parole del premier Berlusconi contro il presidente Napolitano e contro la Corte Costituzionale. Così i capigruppo del Pd alla Camera e al Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro, hanno sintetizzato l’esito della riunione della segreteria allargata ai rappresentanti delle mozioni. Il Pd difende la Corte e la sentenza che «non è politica», nonchè il capo dello Stato, e sottolinea che dal pronunciamento della Consulta non derivano le dimissioni del governo, che devono avvenire in Parlamento su questioni politiche

20.27 – Bernardini, Radicali: «Sentenza non ridà verginità a corte»

«Non è che se la Corte Costituzionale fa una sentenza Giusta come quella di oggi, e come altre nel settore dei diritti civili, ciò le consente di ricostruirsi una verginità, una integrità, che non ha. La Corte continua da decenni a giocare la partita della politica in

modo che a volte lascia il sospetto di essere volutamente provocatorio, schierandosi con una o l’altra parte della mafiosità partitocratica»: così Rita Bernardini, radicale eletta nelle liste del Pd, componente della Commissione Giustizia della Camera.

20.24 – Galan, Pdl: «Facciamoli soffrire»

«Facciamoli stare male e soffrire nei loro tribunali: ogni volta che ti costringeranno a entrare in una cosiddetta aula di giustizia noi saremo infinitamente numerosi al tuo fianco». Il presidente del Veneto Giancarlo Galan si rivolge direttamente al premier Silvio Berlusconi, commentando la decisione della Consulta sul lodo Alfano. «Caro Silvio facciamoli stare male – aggiunge Galan -. Devi continuare a governare per i prossimi cinque anni e per altri cinque ancora».

20.19 – Fini: «No comment»

Nessun commento di Gianfranco Fini alla sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano ed alle successive affermazioni del presidente del Consiglio. Fini è stato interpellato dai cronisti al termine del suo incontro a Montecitorio con il presidente dell’autorità nazionale palestinese, Abu Mazen.

20.16 – Berlusconi: «Viva Berlusconi»

«Queste cose qua mi caricano, agli italiani li caricano: viva gli italiani, viva Berlusconi». Così il premier Silvio Berlusconi, conversando con i giornalisti mente usciva da palazzo Grazioli, ha concluso il suo ragionamento sulla decisione della Consulta di bocciare il lodo Alfano.

20.11 – Rutelli, Pd: «Nervi saldi»

«È il momento di tenere i nervi saldi: ciascuno rispetti le decisioni che vengono prese dalle istituzioni della Repubblica»: è il commento di Francesco Rutelli alla decisione della Consulta sul lodo Alfano. «Un sistema democratico è fondato su un equilibrio di poteri», sottolinea Rutelli. «Chi pensa di romperlo rischia di demolire la convivenza nazionale».

20.10 – Napolitano: «E’ la consulta a decidere sulla costituzionalità delle leggi»

20.06 – D’Alia, Udc: «Le parole di Gasparri ricordano il ventennio»

«Le parole di Gasparri sulla Corte sono inaccettabili e offendono tutti i cittadini italiani». Lo dice in una nota il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia. «La Consulta ha come sempre fatto il suo dovere esercitando le funzioni assegnategli dalla  Costituzione. Le parole del senatore Gasparri – aggiunge D’Alia – sembrano figlie del ventennio, quando Mussolini mostrava insofferenza per gli organi di controllo e di garanzia che invece sono fondamentali nel bilanciamento dei poteri istituzionali in un paese democratico».

20.04 – D’Alema, Pd: «Sbagliato trarre conclusioni politiche»

«Sono dell’opinione che sarebbe sbagliato, da una parte e dall’altra, trarre conseguenze politiche dalla sentenza». Questo il commento di Massimo D’Alema alla decisione della Consulta. «Una decisione – dice ai giornalisti presentando un libro sul terrorismo a Roma negli anni ’70- di cui tutti debbono prendere atto. Credo che si debba reagire con molta serenità. Spero che nessuno, in questo momento, perda la lucidità. Ho visto dichiarazioni abbastanza preoccupanti… La sentenza ripara ad un vulnus che era evidente nella legge Alfano: la lesione del principio di uguaglianza tra tutti i cittadini anche rispetto alle procedure per una norma che aveva un carattere costituzionale e che quindi non poteva essere approvato con una legge ordinaria. Ora semplicemente la sentenza ristabilisce l’equilibrio e l’appropriatezza della legislazione che come tale deve essere da tutti giudicata». I giornalisti hanno chiesto a D’Alema se a questo punto ci possano essere concrete ipotesi di elezioni anticipate. «Penso – ha risposto – che nei sistemi democratici i governi cadono quando non hanno una maggioranza in Parlamento e non sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale. Le sentenze però – ha subito aggiunto – vanno rispettate da parte di tutti e non possono essere contestate con i cortei».

20.03 – Berlusconi: «Rischio di alterare i poteri dello stato»

«Non posso non rispettare il responso della Corte Costituzionale nel quadro di un sistema democratico. Prendo atto tuttavia che questo sistema, soprattutto per le modalità con cui vengono eletti i membri della Corte, rischia di alterare nel tempo un corretto equilibrio fra i poteri dello Stato, i quali traggono tutti origine dalla sovranità del popolo». È la dichiarazione, diffusa da Palazzo Chigi, con la quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commenta la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. «La solidità di questo governo non è in alcun modo intaccata da questo pronunciamento – dice Berlusconi – nè tanto meno la mia volontà di proseguire con determinazione nel mandato ricevuto dal popolo e rinnovato in tutte le più recenti competizioni elettorali. Una volontà che si rafforza e che riceve ogni giorno il sostegno compatto e solidale della volontà politica della maggioranza che sostiene l’attuale governo». «Per il resto – conclude il presidente del Consiglio – non ho il minimo dubbio che le accuse infondate e risibili che ancora mi vengono rivolte cadranno sotto il vaglio di magistrati onesti, indipendenti e ossequienti alla legge e alla propria coscienza».

20.00 – Berlusconi: «Napolitano presidente di parte»

«Il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta: abbiamo giudici della Corte Costituzionale eletti da tre capi dello Stato della sinistra che fanno della Consulta non un organo di garanzia ma un organo politico». Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti mentre usciva da palazzo Grazioli.

19.55 – Alfano annulla visita in Spagna

La visita che il ministro della giustizia Angelino Alfano avrebbe dovuto effettuare domani a Madrid è stata rinviata: lo hanno indicato all’Ansa fonti dell’ambasciata italiana. Il ministero della giustizia ne ha informato a fine pomeriggio la rappresentanza diplomatica a Madrid. Alfano avrebbe dovuto incontrare nella capitale spagnola domani mattina i ministri della giustizia e degli interni del governo del premier Josè Luis Zapatero, Francisco Caamano e Alfredo Rubalcaba, e prima di ripartire tenere una conferenza stampa.

19.49 – Pd, riunione Bersani, Franceschini e Marino

19.44 – Frattini, Pdl: «Sentenza inaccettabile»

«Rispetto la Corte Costituzionale e le sue decisioni. Ma ovviamente conservo, tutto intero, il diritto di criticare – anche severamente – una pronuncia, come quella sul lodo Alfano, sorprendente sotto il profilo giuridico, ed inaccettabile per le conseguenze in termini di certezza del diritto che essa produce nell’ordinamento italiano». Così il ministro degli Esteri Franco Frattini sulla bocciatura del lodo Alfano. Secondo il titolare della Farnesina, «il presidente del Consiglio deve continuare a governare il Paese. Andremo avanti realizzando fino in fondo il programma elettorale sul quale i cittadini si sono pronunciati con larga maggioranza e che tuttora con larga maggioranza approvano»

19.43 – Alemanno, Pdl: «Sentenza non intacca legittimazione premier»

«La sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano non intacca la legittimazione democratica del presidente Berlusconi e del Governo in carica che deve continuare la sua opera». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Ciò non toglie che non si può non esprimere – ha aggiunto Alemanno – un grande sconcerto di fronte all’annullamento integrale di una legge firmata dal Capo dello Stato. Al presidente Napolitano il compito di scongiurare il rischio di un conflitto istituzionale che finirebbe per paralizzare il Paese in un momento molto delicato dal punto di vista economico e sociale».

19,39 – Berlusconi: «Vado avanti, la corte è di sinistra. Queste cose mi fanno un baffo».

19.30 – Fassino, Pd: «Berlusconi rispetti sentenza»

«Mi auguro ora che in Berlusconi e nella maggioranza di destra si accantoni definitivamente la teoria del complotto e prevalga la consapevolezza che le sentenze della Corte Costituzionale si rispettano». Lo ha detto Piero Fassino, deputato del Partito democratico. «D’altra parte Berlusconi ha tutta la possibilità di far valere le proprie ragioni in tribunale senza sottrarsi al rispetto di leggi che, come ha ribadito la Consulta,- ha concluso Fassino – devono essere uguali per tutti i cittadini».

19.27 – Craxi, Pdl: «Golpe strisciante avanza»

«Il golpe strisciante ha fatto un altro passo in avanti. Una magistratura schierata, con l’appoggio di banchieri, grande industria e santoni del momento tenta di sovvertire la volontà popolare», afferma Stefania Craxi (Pdl), Sottosegretario agli Esteri, a proposito della bocciatura del lodo Alfano. «Ma hanno sbagliato i conti. L’Italia – aggiunge – non è una Repubblica sudamericana.

L’unità di tutte le forze del centrodestra saprà difendere la legittimità del voto degli italiani».

19.24 – La Russa e Matteoli a Palazzo Grazioli

Il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa, e il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli sono arrivati a Palazzo Grazioli dove è presente il premier Silvio Berlusconi.

19.23 – Ronzulli, Pdl: «Tentativo di sovvertere il voto»

«Questo è l’ennesimo tentativo atto a sovvertire il voto degli italiani. Il Presidente Berlusconi continuerà a governare risolvendo, come fatto sin dall’inizio del suo mandato, i problemi dei cittadini». Lo afferma Licia Ronzulli, parlamentare del Pdl.

19.16 – Ghedini, Pdl: «Corte rinnega i suoi principi»

«Questa è una sentenza con cui la Corte Costituzionale addirittura rinnega i principi da se stessa già enunciati. Con questa decisione si pretende contro la volontà popolare che il presidente del Consiglio anzichè occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto quotidianamente a seguire evanescenti processi. Riprenderemo questi processi nella consapevolezza che con un  giudice super partes sarà certamente riconosciuta l’estraneità di Silvio Berlusconi da qualsiasi ipotesi di reato». È il commento di Niccolò Ghedini, avvocato del presidente del Consiglio e deputato del Pdl, alla decisione della Consulta sul Lodo Alfano.

19.12 – Bertolini, Pdl: «Sentenza lascia esterrefatti»

«La sentenza della Corte costituzionale lascia esterrefatti. Gli ermellini si sono rimangiati i propri pronunciamenti precedenti. Se qualcuno pensa che il governo e la maggioranza di centrodestra si facciano da parte ha fatto male i proprio calcoli. Continueremo a governare per il bene del Paese». Lo ha detto Isabella Bertolini, deputata del Pdl

19.10 – La notizia su tutte le tv straniere

Turisti incuriositi, calca di giornalisti italiani e stranieri (la Tv tedesca e francese, le principali agenzia di stampa internazionali), tutti assieme hanno da stamani atteso la sentenza sul lodo Alfano davanti alla Consulta. Molti gli stranieri in viaggio a Roma che, incuriositi dalle telecamere, hanno iniziato a fare delle foto ai giornalisti mentre qualcuno ha cercato di capire cosa stesse succedendo di così importante in Italia.

19.08 – Bianco, Pd: «Punita l’arroganza della maggioranza»

«Con un’arroganza inaccettabile, la maggioranza è andata esattamente dove era scontato che adasse». È quanto ha dichiarato Enzo Bianco, capogruppo Pd alla commissione Affari Costituzionali del Senato, in merito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il Lodo Alfano. «La sentenza emessa dalla Suprema Corte è in coerenza con una lunga, consolidata giurisprudenza, come abbiamo evidenziato anche in Senato in merito alla pregiudiziale di costituzionalità. Ora – ha sottolineato Bianco – occorre seguire la via del più rigoroso rispetto delle prerogative e della autonomia di tutti gli organi istituzionali, nessuno

escluso».

19.07 – Bocchino, Pdl: «Non ci fermeremo»

«Non sarà certo una sentenza della corte a bloccare l’azione di questa maggioranza. Avanti dunque con le riforme. La Lega Nord è al governo per cambiare questo paese. Lo vuole il popolo e questa è l’unica cosa che conta». Lo dichiarano in una nota congiunta Federico Bricolo e Roberto Cota, capigruppo della Lega Nord al Senato e alla Camera, commentando la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale.

19.03 – Casson, Pd: «Confermati i dubbi»

«La decisione della Corte Costituzionale ha confermato i pesanti dubbi di legittimità che avevamo segnalato in Parlamento fin dalle prime battute»: così il senatore del Pd Felice Casson commenta la sentenza della Suprema Corte che ha bocciato il lodo Alfano. «Il governo – sottolinea l’ex magistrato – aveva vergognosamente sospeso ogni attività parlamentare per approvare il lodo Alfano a favore del presidente del Consiglio. Oggi è stata riaffermata la legittimità costituzionale, purtroppo però è stata affermata non dal Parlamento ma dalla Corte Costituzionale».

19.00 – La Russa, Pdl: «Sembra sentenza politica»

Per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, la decisione della Consulta «non è un fulmine a ciel sereno: ma parlo da politico. Da avvocato, invece, dico che la trovo una decisione difficilmente comprensibile». La Russa è curioso di conoscere i retroscena e «se fosse vero che lo scarto è stato minimo aumenterebbe il convincimento – dice – che si sia trattato di una scelta più politica che di diritto».

18.57 – Gasparri, Pdl: «La Corte non è più organo di garanzia»

«La Corte, un tempo costituzionale, da oggi non è più un organo di garanzia, perchè smentendo la sua giurisprudenza ha emesso una decisione politica che non priverà il Paese della guida che gli elettori hanno scelto e costantemente rafforzato di elezione in elezione»: è il giudizio del presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. «È una giornata buia per i valori della legalità – ha aggiunto Gasparri – e che segna il tramonto di una istituzione che ha obbedito a logiche di appartenenza politica e non a valutazioni di costituzionalità».

18.55 – Franceschini, Pd: «Ristabilita uguaglianza davanti alla legge»

La Consulta ha «ristabilito il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge». Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini. «Il supremo organo di garanzia del nostro ordinamento, la Corte Costituzionale – ha detto Franceschini a Montecitorio – ha semplicemente ristabilito il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Tutti siamo uguali davanti alla legge – ha concluso – anche i potenti».

18.52 – Consolo, Pdl: «Sentenza contraddittoria»

«La Corte, bocciando oggi il lodo Alfano, ha contraddetto sè stessa, avendo il legislatore tenuto in considerazione le linee guida che la medesima Corte aveva indicato nel 2004 con il Lodo Schifani». Lo ha detto Giuseppe Consolo, vice presidente della giunta per le autorizzazioni di Montecitorio.

18.47 – Di Pietro, Idv: «Lo avevamo detto»

«Noi lo abbiamo detto subito, sin da quando ci riunimmo a piazza Navona in migliaia per gridare allo scandalo su questa legge che Berlusconi si è fatto per sistemare i suoi processi. Già allora, ci rivolgemmo al capo dello Stato per pregarlo di non firmare questo scempio di incostituzionalità e immoralità». Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. «Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta – conclude – il presidente del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta dall’incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler fare: l’imputato. E spero che il presidente della Repubblica, d’ora in poi, non sia

così frettoloso nel firmare provvedimenti incostituzionali e immorali.

18.43 – Blindata via dell’Umiltà

Via del Plebiscito, dove c’è la residenza romana del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Via dell’Umiltà, dove c’è la sede di Forza Italia sono blindate. Alcune strade nei pressi della sede del palazzo della Consulta chiuse al traffico delle auto e transennate. Nelle zone off limits alla circolazione si può passare solo a piedi. Ingente lo schieramento delle forze dell’ordine in particolare davanti alla Consulta.

18.42 – Donadi, Idv: «Elezioni subito»

«La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi», afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Per questo – aggiunge – il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni»

18.40 – «Ravviso in questa sentenza un aspetto che non mi convince. Oggi si è sollevato il problema della violazione dell’art.138. La Corte si era già espressa sul lodo Schifani, omettendo questa violazione. Se fossimo stati a conoscenza di questo, il Parlamento avrebbe lavorato meglio. Forse ci si è voluti tenere una carta di riserva per andare a colpire questo lodo». Lo ha detto Enrico Costa, deputato Pdl e relatore del lodo Alfano alla Camera. «Ora dobbiamo individuare meglio le motivazioni che hanno portato a questa sentenza – ha concluso Costa – sul piano politico ci riserviamo di riflettere su cosa accadrà».

18.38 – «La sentenza che la Corte Costituzionale ha appena pronunciato susciterà certo molte discussioni e polemiche.  Ma c’è un punto politico che va subito ribadito con assoluta nettezza: per le questioni politiche ed elettorali, per decidere chi debba governare e chi debba stare all’opposizione, l’unico giudice è l’elettorato, il popolo sovrano»: così Daniele Capezzone portavoce del Pdl. «E il popolo sovrano, alle elezioni politiche – sottolinea – ha largamente scelto Silvio Berlusconi, che ha il diritto-dovere

di governare per tutta la legislatura. Peraltro, tutte le scadenze elettorali successive alle politiche (regionali, europee, amministrative) hanno largamente confermato una enorme fiducia degli elettori verso il Governo e il Premier. L’opposizione si rassegni, dunque; si prepari ad un lavoro di lunga lena, e – conclude – non speri di poter sovvertire il responso elettorale deciso dagli italiani».

18.35 – «Giustizia è fatta, la Corte costituzionale si conferma isola della ragione e riporta l’eguaglianza tra tutti i cittadini. Come avevamo sostenuto, fin dall’inizio, il Lodo Alfano è una legge iniqua ed illegittima che è stata finalmente cancellata con una decisione tecnica ineccepibile», afferma Lanfranco Tenaglia responsabile giustizia del Pd. «Ora – aggiunge – non si tenti di ribaltare o eludere questa decisione attraverso l’ennesima legge ad personam. Il presidente del consiglio si sottoponga al giudizio della magistratura come tutti i cittadini e non accampi scuse per continuare a governare visto che ha un’ampia maggioranza in entrambi i rami del parlamento».

18.35 – Il coordinamento di Sinistra e Libertà, appresa la notizia della bocciatura del Lodo Alfano, ha deciso un sit-in davanti Palazzo Chigi. Il sit-in,a cui partecipano i leader di Sl, informa una nota, è cominciato alle 18.30.

18.33 – «La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto ‘Lodo Alfano’: viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di IDV, per il quale è stata così

cancellata una legge «vergognosa». «L’Idv ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbarie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale – prosegue – rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l’indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fondamento giuridico e costituzionale»

18.33 – «Credo che non tocchi a loro dire questo». Così Pier Luigi Bersani risponde, dopo la decisione della Consulta sul lodo Alfano, a chi nel Pdl ipotizza un ritorno alle urne.

18.33 – Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: «La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

18.32 – Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio. In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era

stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa. Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ‘gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè

al marzo del 2012. Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse

dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo

Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e

pertanto violasse più principi costituzionali.

18.32 – «La sentenza della Corte costituzionale – afferma Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà e presidente della Regione Puglia – è un duro colpo per l’arroganza di chi esigeva l’impunità e voleva porsi al di sopra delle leggi. Ora è essenziale che tutti manifestino il massimo rispetto per le istituzioni e per le scelte di chi ha il compito di vigilare sulla fedeltà a principi sanciti dalla

nostra Costituzione». Secondo Vendola, «il presidente del Consiglio deve ora, senza denunciare inesistenti complotti, sottoporsi responsabilmente al giudizio imparziale della magistratura».

18.32 – «Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza». Pier Luigi Bersani commenta così la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

18.31 – Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario e Carlo Rossella, presidente di Medusa, sono giunti a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Silvio Berlusconi. Al momento a via del Plebiscito, è rimasto il Cavaliere. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, infatti è uscito una ventina di minuti fa.

18.29 – «Sarà interessante leggere come gli ermellini motivano che è illegittimo un istituto che dà a quattro alte cariche le garanzie che i costituenti diedero a tutti i parlamentari con l’immunità. In altre parole, il lodo recuperava in minima parte l’istituto dell’immunità voluto dai costituenti».  Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza della Consulta sul lodo Alfano.

18.27 – «La più alta corte italiana delibera che la legge che garantisce l’immunità al premier Berlusconi è incostituzionale»: con questa Breaking News la Bbc ha immediatamente ripreso il flash dell’Ansa. Anche Sky News britannica ha dato la notizia come flash.

18.24 – «Plaudo alla decisione della Corte costituzionale che ha bocciato totalmente e senza possibilità d’appello il Lodo Alfano, in quanto vìola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc. «Alla Corte – aggiunge – va il plauso di tutti i sinceri democratici del nostro Paese che hanno bocciato senz’appello una legge vergognosa e illegittima che voleva cercare di salvare la faccia e le fortune, costruite sul malaffare, del nostro premier e di tutti gli altri potenti che pensano di poter essere e comportarsi impunemente da corruttori e mafiosi come fa Berlusconi». «A Bossi, che minaccia il ricorso al popolo – prosegue Ferrero – ci limitiamo a dire di lasciar perdere e di non svegliare il cane che dorme. Troppi partigiani, uomini e donne, sono morti per costruire una Repubblica libera e democratica come quella italiana, che si basa e si regge sulla sua Costituzione, per potersi fare spaventare – loro e i loro discedenti, cioè tutti noi – da quattro ciarlatani alla cui testa si vogliono mettere eversori e corruttori»

18.23 – «Esprimo la massima solidarietà, la massima vicinanza e il mio grandissimo affetto al presidente Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano». Così il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato la sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del Lodo Alfano.

18.23 – Nessun commento dal presidente di Fiat e promotore di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, sulla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, il cui responso è giunto proprio al termine della presentazione della neonata associazione. Interpellato dai giornalisti, Montezemolo si è interessato «ma solo come cittadino» alle motivazioni della sentenza, sottolineando tuttavia di non voler fare alcun commento ufficiale: «non commento le sentenze» ha detto.

18.22 – «Si rispetti il pronunciamento della Corte Costituzionale. Questo non vuol dire dimissioni nè elezioni», afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione. «Ognuno è libero di condividere o meno i pronunciamenti della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, ma tutti – sottolinea – sono tenuti a rispettarli. Questo non vuol dire che Berlusconi debba dimettersi: chi ha la maggioranza ha il diritto-dovere di governare. Per lo stesso motivo nessuno pensi di convocare elezioni anticipate contro la Corte Costituzionale. Non lo diciamo certo perchè l’UDC abbia paura delle urne, da cui uscirebbe sempre più rafforzato, ma – conclude – lo diciamo per responsabilità istituzionale e per il bene del Paese».

18.19 – «La Corte Costituzionale che contraddice sè stessa è un problema di democrazia»: così Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, commenta la decisione della Consulta che ha bocciato il Lodo Alfano. «Nel 2004, nella sentenza sul lodo Schifani – aggiunge – la Corte Costituzionale sancì che si trattava di sospensione, paragonandola al regime delle altre sospensioni previste dal codice di procedura penale e specificando che, a differenza delle altre, endoprocessuali, si trattava di una sospensione del processo ‘extraprocessualè, e, in quanto sospensione, soggetta alla legge ordinaria». «Dunque, se oggi è questa la decisione della Consulta – spiega Santelli – dal 2004 al 2009 la Corte si è contraddetta». «Questa decisione – conclude – pone un problema sì, politico, ma anche, di certezza del diritto e quindi di democrazia, in questo Paese».

18.18 – «Il presidente Berlusconi farà bene a prendere le valige e a cambiare aria». È la reazione del senatore Felice Belisario, capogruppo dell’IdV, alla notizia della bocciatura del Lodo Alfano. «Per l’Italia dei Valori è un buon giorno oggi. È la vittoria del diritto, dell’Italia dei Valori e di un milione di cittadini – aggiunge – che hanno firmato per mandare gambe all’aria questa porcheria».

07 ottobre 2009