“Minacce vere, giusta la scorta” i magistrati difendono Saviano

Posted on 14 ottobre 2009

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Napoli, polemica con il capo della Mobile che rivela: "Ero contrario
Il suo libro ha avuto un peso mediatico superiore a quello che ha per noi"

 

di DARIO DEL PORTO

"Minacce vere, giusta la scorta" i magistrati difendono Saviano

Roberto Saviano

NAPOLI – "A noi della squadra mobile fu data la delega per riscontrare quel che Roberto Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione della scorta". Frasi del capo della squadra mobile di Napoli Vittorio Pisani, alle quali replicano seccamente i magistrati napoletani: "Sbaglia, l’autore di Gomorra è in grave pericolo". Accende la polemica un’intervista al "Magazine" del Corriere della Sera: "Ho arrestato centinaia di delinquenti – afferma Pisani – Ho scritto, testimoniato e giro per la città con mia moglie e i miei figli senza scorta. Non sono mai stato minacciato". Quindi evidenzia: "Resto perplesso quando vedo scortate persone che hanno fatto meno di tantissimi poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che combattono la camorra da anni". E su Gomorra dice: "Ha avuto un peso mediatico eccessivo rispetto al valore che ha per noi addetti ai lavori".

Saviano vive blindato da tre anni su disposizione dell’Ucis, l’ufficio che valuta le indicazioni del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il procuratore aggiunto di Napoli, Federico Cafiero de Raho, coordinatore del pool che indaga sul clan dei Casalesi, dal quale sono partite le minacce a Saviano, commenta: "Stimo molto Pisani, svolge un’attività eccellente e i risultati lo dimostrano. Tuttavia non sono d’accordo: Saviano è enormemente esposto. Ha smosso le coscienze e diffuso una conoscenza che era di pochi, diventando un emblema della lotta alla camorra. Colpire lui significa depotenziarlo. È il testimone di una battaglia civile in cui tanti si riconoscono. C’è un prima e un dopo Gomorra, in Italia".

Il procuratore di Salerno Franco Roberti non commenta il giudizio di Pisani perché, spiega, "non conosco gli elementi su cui si basa. Per quanto risulta a me – aggiunge – Saviano è stato oggettivamente esposto a un grave pericolo che derivava da diversi fattori come l’attacco pronunciato all’udienza del processo Spartacus. E da fonti di polizia giudiziaria era emerso che lo scrittore era a rischio per la sua funzione simbolica e perché il libro, le sue dichiarazioni e i suoi articoli avevano smascherato il vero volto dei Casalesi".

Raffaele Cantone, ex pm oggi in Cassazione, sottolinea: "Premetto che in questa vicenda sono coinvolto in prima persona perché le minacce del processo Spartacus hanno riguardato anche me. Considero Vittorio Pisani uno dei migliori investigatori d’Italia. Ecco perché resto meravigliato dalle sue valutazioni. Non tengono conto di come la situazione di pericolo di Saviano sia stata più volte vagliata e sempre ritenuta molto grave. Gomorra ha fatto compiere un salto di qualità nella lotta alla camorra anche sul piano della consapevolezza dell’opinione pubblica e ha dato molto fastidio alle organizzazioni criminali".

© Riproduzione riservata (14 ottobre 2009)

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