Roma, in piazza contro il razzismo: “Abroghiamo il decreto sicurezza”

Posted on 16 ottobre 2009

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Centinaia di bus e due treni speciali per la manifestazione a favore dei migranti
Adesioni da 500 organizzazioni. "Il reato di clandestinità e i respingimenti scelte aberranti"

 

di BRUNO PERSANO

Roma, in piazza contro il razzismo "Abroghiamo il decreto sicurezza"

ROMA – Contro il razzismo e il decreto sicurezza che introduce il reato di clandestinità e prolunga la detenzione nei centri di espulsione. Politici, scrittori, giuristi e 500 organizzazioni danno appuntamento in un sabato pomeriggio a Roma per la manifestazione nazionale contro il razzismo e le discriminazioni. "Anche quelle sessuali", aggiungono i promotori del corteo.

Da piazza della Repubblica a piazza Bocca della Verità, scenderanno in piazza italiani e stranieri. All’incontro previsto per le 14.30, sono attesi migliaia di manifestanti accompagnati a Roma da centinaia di bus e da due treni speciali in partenza dalla Lombardia e dal Veneto. Saranno rappresentati tutti i comitati "sociali e politici, laici e religiosi, che vogliono modificare la disciplina dell’immigrazione e salvare i diritti degli stranieri immigrati", come spiegano gli organizzatori della protesta.

Interverranno dal palco anche Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay "perché è razzismo anche emarginare omosessuali o transessuali"; Concita De Gregorio, direttrice de l’Unità; l’attore Moni Ovadia e don Tonio Dell’Olio di Libera, associazione contro le mafie. Tante le adesioni anche dagli esponenti del Pd (da Rosi Bindi ad Antonello Soro a Marina Sereni e Livia Turco).

"Il cosiddetto pacchetto sicurezza rappresenta il tragico epilogo di una stagione di criminalizzazione dei migranti voluta dalla destra", riassume Paolo Beni, presidente Arci, sostenitore del Comitato 17 Ottobre promotore della manifestazione. "Il reato di clandestinità, la pratica disumana dei respingimenti in mare – spiega Beni – sono scelte non solo moralmente aberranti e giuridicamente inconcepibili, ma anche socialmente pericolose. Non porteranno più sicurezza, aumenteranno invece l’irregolarità e l’esclusione sociale: produrranno nuova criminalità".

© Riproduzione riservata (16 ottobre 2009)