Consiglio Onu: “A Gaza crimini di guerra e contro l’umanità”

Posted on 17 ottobre 2009

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Il Consiglio per i diritti umani dell’Onu ha adottato il rapporto Goldstone sull’offensiva israeliana del gennaio scorso a Gaza, in cui si accusano sia Israele che Hamas di aver commesso crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità. L’adozione del rapporto è passata con 25 voti a favore, 6 contrari e 11 astenuti. I voti contrari sono arrivati da Stati Uniti, Italia, Olanda, Ungheria, Slovacchia e Ucraina. Cina, Russia, Egitto e Brasile hanno votato a favore.

Nel rapporto di 575 pagine la commissione d’indagine guidata da Richard Goldstone, un ex giudice costituzionale sudafricano, chiede che Israele e Hamas indaghino entro sei mesi in modo credibile sui crimini di guerra commessi durante l’offensiva Piombo Fuso, tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009, chiedendo in caso contrario che il Consiglio di sicurezza dell’Onu deferisca la questione al Tribunale penale internazionale.

Israele aveva tentato in ogni modo di impedire che nella sessione speciale svoltasi a Ginevra il Consiglio facesse proprio il rapporto Goldstone, che considera «viziato». Per il premier Benjamin Netanyahu il rapporto è un premio al terrorismo e una minaccia per il processo di pace.

Nella risoluzione, sostenuta dai Paesi arabi, africani e dell’Organizzazione della Conferenza islamica, «si adottano le raccomandazioni contenute nel rapporto» e si sollecitano tutte le istituzioni, comprese quelle dell’Onu, a «favorirne l’attuazione». La risoluzione tuttavia contiene numerosi riferimenti a Israele, compreso uno alle «recenti violazioni dei diritti umani a Gerusalemme est», ma nessuno a Hamas e per questo è stata criticata dallo stesso Goldstone.

Israele ha reagito con asprezza, sostenendo che la risoluzione adottata  indebolisce gli sforzi per la pace in Medio Oriente. Secondo il ministero degli esteri il rapporto è «iniquo» e incoraggia «le organizzazioni terroriste in tutto il mondo». L’approvazione del rapporto Goldstone è stato accolta, invece, con entusiasmo da Hamas, che prese il potere a Gaza con elezioni regolari nel gennaio del 2006 e lo consolidò nel 2007 con un golpe che cacciò Fatah dalle leve di comando.

Il gruppo fondamentalista palestinese ha «ringraziato i Paesi amici» e ha sottolineato la necessità di «andare avanti su questa strada, e fare in modo che i criminali sionisti siano messi sotto processo». Nabil Abu Rudeinah, portavoce di Abu Mazen, presidente dell’Autorità nazionale palestinese, ha messo l’accento sulle raccomandazioni contenute del rapporto e sulla loro attuazione affinchè sia garantita «al popolo palestinese la protezione dall’aggressione israeliana».

16 ottobre 2009

Posted in: Free Palestine