Morta a 78 anni la poetessa Alda Merini, i versi hanno illuminato la sua sofferenza

Posted on 2 novembre 2009

0


 

Una delle più grandi poetesse del Novecento, una protagonista della cultura italiana, la poetessa della sofferenza, della follia e degli esclusi. E’ morta a Milano, all’età di 78 anni Alda Merini. Era ricoverata all’ospedale San Paolo di Milano, nel reparto Oncologia.

«Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare colore. Mi piace cambiare di misura». Aveva scelto questi versi per raccontarsi nella home page del suo sito ufficiale.

Da tempo era ricoverata nella struttura ospedaliera che – recita una nota commossa – «l’ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita. Il suo atteggiamento e la sua sensibilità hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell’ultimo periodo della sua esistenza».

Come nella foto intensa che lei stessa aveva scelto per il suo sito, tratta da una collezione dell’Unità, la sua vita è stata un mettere insieme regole borghesi e trasgressione. La foto era l’anima della sua opera dolorosa, segnata dall’esperienza della follia e del disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici tra gli anni Sessanta e Settanta.

«Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio», scriveva in una componimento intitolato Poesia e la sua instabilità si traduceva in versi ad altissima intensità emotiva, spesso erotica, sin a partire dai primi componimenti, semplici, lineari, di pochi versi.

Era nata a Milano nel marzo del 1931, ed aveva iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, ad appena 16 anni quando

subito incontro il favore dei suoi illustri lettori. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa. La prima raccolta di poesie di Alda Merini: ‘La presenza di Orfeò, pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica ed allora lei aveva già incontrato Giorgio Manganelli, al quale fu legata fino alla fine da una forte amicizia.

Sempre nel ’53 sposava Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie a Milano, dal quale ebbe la prima figlia: al pediatra della bambina dedica Tu sei Pietro, del 1961. Nel 1965 viene internata al manicomio Paolo Pini dal quale uscirà solo nel ’72 a parte brevi periodi a casa nel corso dei quali nasceranno altre tre figlie. Una vita, e un’opera, nell’alternanza tra lucidità e follia che troveranno sintesi somma in quello che è considerato il suo capolavoro, ‘La Terra Santà che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim ‘Eugenio Montalè per la Poesia.

«La verità è sempre quella», scriveva, «la cattiveria degli uomini che ti abbassa/e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa».  Altre sue raccolte di versi sono ‘Testamentò, ‘Vuoto d’amorè, ‘Ballate non pagatè, ‘Fiore di poesia 1951-1997’,’Superba è la nottè, ‘L’anima innamorata, ‘Corpo d’amorè, ‘Un incontro con Gesu«, ‘Magnificat. Un incontro con Marià, ‘La carne degli Angelì, ‘Più bella della poesia è stata la mia vità, ‘Clinica dell’abbandonò e ‘Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamoratì.

Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa in ‘L’altra verità. Diario di una diversà, ‘Delirio amorosò, ‘Il tormento delle figurè, ‘Le parole di Alda Merinì, ‘La pazza della porta accantò (con il quale vinse il  Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), ‘La vita facilè, ‘Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevì e ‘Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessantà e con gli aforismi ‘Aforismi e magiè. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise, e la raccolta di adesioni continuava ancora oggi sul suo sito.

Ha vinto il Premio Viareggio e nel 1997 le è stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia. Era stata protagonista, negli ultimi anni della sua vita di una serie di apparizioni teatrali e anche di un documentario presentato alla mostra del Cinema di Venezia quest’anno, »Alda Merini. Una donna sul palcoscenico«, di Cosimo Damiano Damato.

01 novembre 2009

Posted in: Culto