Cucchi, un testimone: «Picchiato in cella»

Posted on 10 novembre 2009

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indagati anche i 4 carabinieri che lo arrestarono e i medici del reparto penitenziario

 

Accusati di omicidio tre agenti penitenziari e tre detenuti

Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

Ci sono i primi sei indagati per la morte di Stefa­no Cucchi. Omicidio preterin­tenzionale, questa è l’accusa ipotizzata dai pm della procura di Roma, Vincenzo Barba e Francesca Loy. Sono tre agenti della polizia penitenziaria e tre detenuti che il 16 ottobre scor­so si trovavano con lui a piazza­le Clodio, nelle camere di sicu­rezza del tribunale, subito do­po l’udienza di convalida del­l’arresto. Un testimone avreb­be raccontato a chi indaga di aver «sentito rumori» e aver vi­sto, parzialmente, «Cucchi ag­gredito in cella», dopo lo scop­pio di un parapiglia per futili motivi (pare che il ragazzo avesse chiesto di andare in ba­gno).

Ma non è l’unica novità: il commissario di polizia peniten­ziaria che sovrintendeva alle celle del tribunale di piazzale Clodio, Alfredo Proietti, capo della centrale operativa regio­nale, lascerà il posto nei prossi­mi giorni a un nuovo coman­dante, Costanzo Sacco, del re­parto di Frosinone. Solo un ca­so? Un normale avvicendamen­to? Le indagini dei magistrati avanzano «a 360 gradi». Riguar­dano anche i 4 carabinieri re­sponsabili dell’arresto del gio­vane pusher romano la notte tra il 15 e il 16 ottobre. Eppoi i medici del reparto penitenzia­rio dell’ospedale Sandro Perti­ni dove Cucchi fu ricoverato il 17 ottobre e morì all’alba del 22. I sanitari rischiano l’incrimi­nazione per omicidio colposo se verrà accertata l’inerzia nelle cure, malgrado il detenuto si ostinasse a rifiutarle. Eppoi ecco il racconto di Giorgio Rocca, l’avvocato d’uf­ficio che la mattina del 16 otto­bre era in udienza con Cucchi. Dice al Corriere : «Alle 13.15 di quel giorno mi congedai dal ra­gazzo. In aula l’avevo visto solo un po’ gonfio in faccia ma ave­vo pensato che fosse a causa del metadone, visto che faceva uso di droghe. Sono assoluta­mente certo, però, che a quel­l’ora non aveva tutte le ecchi­mosi e i lividi che si vedono be­ne nelle foto segnaletiche scat­tate a Regina Coeli…». Adesso, attenzione: Cucchi entra in car­cere alle 15.45 del 16 ottobre e lì si sottopone ad immatricola­zione (foto comprese). Ma se­condo il rapporto della polizia penitenziaria consegnato al mi­nistero della Giustizia, già alle 14.05, cioè appena una cin­quantina di minuti dopo che Cucchi e il suo avvocato si so­no salutati, il dottor Giovanni Battista Ferri dell’ambulatorio della città giudiziaria stila un certificato in cui c’è scritto che sul ragazzo «si rilevano lesioni ecchimotiche in regione palpe­brale… ». Ancora: il paziente «ri­ferisce dolore e lesioni alle re­gioni sacrale e agli arti inferio­ri… evasivamente riferisce che le lesioni conseguono ad acci­dentale caduta per le scale, av­venuta ieri…». Ieri? In quei 50 minuti Cucchi è stato portato in cella di sicurezza, accompa­gnato dai carabinieri e conse­gnato alla Polpen e lì è rimasto in compagnia di altri detenuti destinati a Regina Coeli. Secondo i pri­mi rilievi svolti dai periti della procura, diretti da Paolo Ar­barello, la tipologia delle lesioni riscon­trate sul ragazzo sa­rebbero compatibili sia con un evento accidentale, come potrebbe essere una caduta, sia con le percosse. I legali della fami­glia, Fabio Anselmo e Dario Pic­cioni, ora chiedono che venga riesumata la salma per effettua­re una Tac.

Fabrizio Caccia

Lavinia Di Gianvito

10 novembre 2009

Posted in: La Bella Italia