Berlusconi è «impedito». Il processo slitta

Posted on 17 novembre 2009

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di Laura Matteucci

Falsa partenza, ieri mattina, per il processo milanese sui presunti fondi neri di Mediaset: l’imputato Silvio Berlusconi non c’è, e in capo a pochi minuti l’udienza viene rinviata al18 gennaio. Un’assenza annunciatacome«legittimo impedimento», dicono gli atti presentati dalla difesa, perché il presidente del Consiglio non può mancare neanche qualche ora al vertice Fao che è in corso a Roma e che dura tre giorni. La data del 18 non è casuale: è una delle due (l’altra è il 25 gennaio) indicate dall’avvocato difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini, come uniche «utili». «Nessuna volontà dilatoria», ci mancherebbe, è solo che tra novembre e dicembre «gli impegni istituzionali non consentono» al premier di avere alcuna «giornata libera». Nemmeno (soprattutto) per il Tribunale. Il pm Fabio De Pasquale obietta che «le date per le udienze vanno concordate », in altri termini «non è che si possano fare solo quando l’imputato Berlusconi ha la giornata libera ». E, peraltro, alle prossime udienze «Berlusconi ci sarà se l’attività istruttoria sarà rilevante», aggiunge Ghedini, altrimenti non si farà comunque vedere. Ma tant’è. Per il momento la prima sezione penale del Tribunale di Milano sceglie di evitare lo scontro. Accoglie le richieste di Berlusconi, anche se fissa la prosecuzione del processo tutti i lunedì successivi al 18 gennaio e, nel caso di «assoluto impedimento», il sabato della stessa settimana. Passate le feste natalizie, insomma, si riprenderà a ritmi serrati con il processo per le presunte irregolarità nellacompravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset, sospeso con il Lodo Alfano 14 mesi fa.

La strategia dei difensori del premier per il momento è quella di prendere tempo, in attesa di schiarite sul «processo breve» che però nonsembrano imminenti.El’eventuale approvazione diuna legge costituzionale ad hoc lascerebbe lo spazio per almenoun paio di sentenze di primo grado. L’importante è che il «processo breve» non significhi «processo a breve». La richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda Mediaset, dove Berlusconi risponde di frode fiscale dopo l’estinzione per prescrizione di falso in bilancio e appropriazione indebita, risale al 22 aprile 2005. Mentre la richiesta del processo per corruzione in atti giudiziari, «almeno 600mila dollari al testimone Mills», è del marzo 2006. Scongelato dopo la bocciatura del Lodo Alfano, il processo Mills ricomincia, sempre a Milano, il 27 novembre (ma sarà solo un’udienza tecnica): per il premier significa l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Fissate anche due udienze intermedie prima di gennaio. La prima, il 30 novembre, servirà per l’eventuale riunione con lo stralcio a carico di Fedele Confalonieri, imputato per frode fiscale tra il 2001 e il 2003 in un procedimento analogo. Nella seconda, il 14 dicembre, il pmDe Pasquale spiegherà come procedere. «Non abbiamo fatto opposizione a due udienze per questioni procedurali», sottolinea Ghedini. Per dire che «non c’è volontà dilatoria, ma solo quella di essere presenti alle udienze».

17 novembre 2009

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