La Francia “ruba” il mondiale

Posted on 19 novembre 2009

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La Francia di Raymond Domenech era quasi andata a fondo, gli scatenati irlandesi del Trap l’avevano dominata in lungo e in largo, meritando ampiamente di andare ai mondiali. Poi, nel primo tempo supplementare, il calcio inventa una delle sue memorabili beffe: Thierry Henry stoppa clamorosamente una palla con la mano, la mette a terra e la serve all’indisturbato Gallas che pareggia. Gol convalidato dall’arbitro svedese Hansson, irlandesi impietriti, Francia in Sudafrica, qualificata per la prima volta a quattro Mondiali di seguito. Se l’andata di sabato era finita con una zuffa al Croke Park, stasera allo Stade de France i francesi hanno abbracciato e consolato gli avversari.
Persino Domenech, che in questo match ha rischiato di chiudere davvero la carriera in nazionale, è uscito dagli spogliatoi rendendo omaggio agli avversari: «I miei sono delusi, dico davvero. Non sono contenti di aver giocato così male». Una Francia in effetti bruttissima, peggio di quanto aveva fatto vedere in questo suo pur molto deludente girone di qualificazione. Nel primo tempo dominata, nel secondo tempo incapace di reagire, la nazionale vicecampione del mondo ha giocato sui nervi soltanto il primo tempo supplementare, vedendosi prima negare un rigore, poi regalare un gol che più irregolare non si può. Inni per una volta senza fischi, tanta tensione e in tribuna, oltre agli amiconi Zidane e Barthez, c’è persino il Presidente Nicolas Sarkozy. In campo a sorpresa Escudè centrale in difesa al posto dell’infortunato Abidal, invece dell’annunciato Squillaci. Gli irlandesi partono con grinta, i francesi hanno subito il problema di Escudè che si fa male in uno scontro con Evra e lascia, logicamente, il posto a Squillaci al 10′.
La Francia è zero assoluto, un pugile suonato e continuamente alle corde. Al 24′ Lloris salva il risultato con’uscita kamikaze su Roy Keane. La pressione dell’Irlanda aumenta, i tifosi verdi cantano, Trapattoni e Tardelli fischiano e urlano come sanno fare solo loro. I giocatori irlandesi capiscono e caricano a testa bassa. Al 33′ è l’anima dei verdi, Roy Keane, a cogliere il logico vantaggio: Duff, sulla sinistra, inganna Sagna che resta immobile a guardarlo crossare dopo essere stato saltato. Facile per il piattone del capitano, al centro dell’area, dove i due centrali francesi sono piazzati male. La Francia incassa il colpo ma non ce la fa a reagire. Il secondo tempo ricalca il primo, grande occasione per irlandesi già in apertura, poi il dominio degli uomini di Trapattoni continua per una buona mezz’ora. Cambia un pò la partita con l’ingresso di Govou al posto dell’inesistente Gignac ma è Duff a mangiarsi il raddoppio lanciato in profondità da Keane. Sul rovesciamento di fronte Henry manca il pareggio di un soffio. Esce Whelan, uno dei migliori, per un colpo alla testa, Gourcuff cresce ma la Francia sfiora il crollo al 27′ con Keane che tenta di dribblare il portiere ma si allarga troppo sulla sinistra.
All’ultimo secondo, occasionissima di Henry, che si vede negare il pareggio da una parata d’istinto di Given. Il primo tempo supplementare è drammatico: prima un rigore più che sospetto su Anelka, che salta il portiere ma viene atterrato. Poi un fuorigioco millimetrico di Gouvou, infine è Thierry Henry, giocatore solitamente correttissimo, a capire che senza prendersi il pallone con la mano la Francia non avrebbe mai segnato. E lui non soltanto tocca, ma stoppa letteralmente con la mano sinistra e mette la palla al centro per Gallas, che segna di testa indisturbato. Quella degli irlandesi è una rivolta contro l’arbitro svedese Martin Hansson, quello che l’anno scorso raccontò di aver ricevuto minacce di morte dopo aver inventato un rigore a favore del Liverpool in un match di Champions contro l’Atletico Madrid. Sarà l’unico direttore di gara svedese ai mondiali. A sua discolpa – in questa serata – soltanto il fatto che era coperto e non poteva vedere Henry che afferrava il pallone con la mano sinistra e scippava al Trap il sogno mondiale.

19 novembre 2009

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Posted in: Culto