Piombo fuso, un anno dopo

Posted on 29 dicembre 2009

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Un anno dopo l’inizio dell’attacco militare della striscia di Gaza da parte d’Israele, una calma precaria regna alla frontiera tra Israele e Gaza. Le tre settimane di bombardamenti (27 dicembre 2008 – 17 gennaio 2009) hanno provocato una catastrofe umanitaria per 1,4 milioni di palestinesi che vivono nella Striscia, isolata dall’embargo israeliano. Durante l’attacco sono morti 1.400 palestinesi e 13 israeliani.

Dopo la fine dell’operazione militare Israele ha continuato a operare una strategia d’isolamento su Gaza, tanto dal punto di vista economico che dal punto di vista politico. L’embargo in vigore dalla vittoria di Hamas nel giugno 2007 si è inasprito e la situazione umanitaria è tragica, come spiega il rapporto delle Nazioni Unite Failing Gaza.

“Il numero di malati e di studenti che possono uscire dalla striscia si è ridotto notevolmente. Israele nega il visto ai diplomatici stranieri che vogliono entrare nella Striscia, come al ministro degli esteri canadese, francese e turco”, ricorda Le Monde. “Israele autorizza gli aiuti umanitari, ma impedisce l’importazione di materiale da costruzione. Diecimila persone sono ancora senza accesso all’acqua potabile e quarantamila senza elettricità”.

Questa situazione mette l’Egitto in una posizione di interlocutore privilegiato per Hamas, ma anche per Israele. “Gaza dipende dal vicino Egitto e dai traffici sotterranei che avvengono alla frontiera. Ma Il Cairo sta venendo meno alla storica solidarietà dei paesi arabi contro Israele. Infatti ha annunciato di voler costruire una barriera sotterranea per contrastare ‘l’economia dei tunnel’”, racconta Le Monde.

Hamas ha protestato contro la decisione dell’Egitto, ma questo è un modo per il regime del presidente Hosni Moubarak di contrastare i fratelli musulmani egiziani, vicini ad Hamas, che sono una minaccia per il suo governo.

Intanto il governo britannico ha annunciato ieri, in occasione dell’anniversario dell’inizio dei bombardamenti su Gaza, che stanzierà 50 milioni di sterline in aiuti destinati alla Striscia. “Una parte degli aiuti saranno destinati al sostegno delle scuole e al pagamento degli insegnanti negli istituti scolastici gestiti dalle Nazioni Unite nei territori palestinesi”, racconta l’Independent. “Costruire un futuro per la regione è il modo migliore per combattere gli estremismi”, conclude il giornale.

Galleria fotografica della Bbc

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