Il “lodo De Magistris”: il premier via dall’Italia. Proteste del Pdl

Posted on 3 gennaio 2010

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«Forse sarebbe saggio che qualcuno proponesse veramente un Lodo, ma per salvare il paese da Berlusconi. Qualche idea me la sono fatta e in osservanza alla prassi inaugurata dal governo, lo chiamerei ‘Lodo de Magistris’». Lo chiama proprio così l’europarlamentare dell’Idv Luigi De Magistris sul suo blog. «Pochi punti da definire insieme e non serve nemmeno cambiare la Costituzione, perché approvato in sua difesa, e se anche ci fosse un referendum, credo passerebbe con grande consenso. La proposta di fondo è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia senza conseguenze».

«Non c’è trucco e non c’è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile», scrive De Magistris in quella che è quasi una lettera di inizio decennio. «Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti, gli stessi che da anni cerca di occultare perseguitando i giornalisti anche se pongono solo domande, cioè fanno il loro mestiere, ovviamente quelli che sopravvivono all’infezione dell’autocensura preventiva» e il Parlamento «tornerebbe al proprio compito perchè svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni: le necessità giudiziarie del fuggitivo da garantire prima di quelle degli italiani».

La magistratura, infine. «Non più costretta agli assaliti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate. Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell’etica pubblica. Finito l’inquinamento di tutti gli ambiti economici e mediatici, il mercato finalmente alleggerito dalla cappa del suo conflitto di interessi, forse riprenderebbe a girare normalmente. E le somme ritrovate -propone De Magistris- anche con una lotta all’evasione certa, potrebbero essere investite nella formazione e nell’istruzione: una sorta di 8 per mille dell’antibelusconismo».

Così recita la proposta provocatoria subito accompagnata da un coro di critiche a destra. Il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio la bolla come "squadrismo da bullo". L’Udc D’Alia parla di una «inaccettabile provocazione». Bondi parla di affermazioni di una «gravità inaudita». E Capezzone invoca una reazione del Pd: «Stupisce che gli uomini e le donne che guidano il Pd restino silenziosi e avvinghiati a questi figuri dell’Idv».

02 gennaio 2010

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