Scuola, via libera alla riforma. Riordino imposto. E’ caos

Posted on 4 febbraio 2010

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di Maristella Iervasi

Meno ore di scuola rispetto alle medie. Un "taglio" drastrico agli indirizzi (sei licei, sfoltiti i tecnici e i professionali) e tante materie che scompaiono e riappaiono  come Geografie e Diritto. Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla riforma dell’istruzione superiore senza tener conto delle proteste di insegnanti, famiglie e sindacati. Il tutto nel pieno caos delle imminenti iscrizioni degli studenti, dove a tutt’oggi non c’è certezza sull’offerta formativa. Il tanto annunciato opsucolo del Miur ancora non c’è, forse sarà pronto domani via web. Tuttavia, Berlussconi e la Gelmini in conferenza stampa suonano la gran cassa. E si scopre il vero "piano" del governo: fare cassa e accontentare le imprese, Confindustria in primis.
Il presidente del Consiglio lo dice usando questi termini: "La scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro". E la "maestra unica" dell’Istruzione decanta il riordino: "Riforma epocale, non ideologica". Tace però sui nuovi quadri orari e rivendica l’opzione del nuovo liceo, quello musicale. Uno show al quale il premier non resta indietro: "Studiate le mie canzoni e quelle di Apicella…" è il messaggio che manda ai ragazzi che devono iscriversi alle superiori.
La riforma entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico 2010-2011, a partire dalle sole prime classi solo per i licei, non per i tecnici e i professionali però , dove le riduzioni di orario saranno pesanti da subito anche per tutte le classe precedenti già in corso. La nuova scuola targata Gelmini prevede un taglio netto degli indirizzi di studio: i licei diventeranno sei. Gli istituti tecnici passeranno da 10 con 39 indirizzi a 2 con 11 indirizzi e le ore scenderanno da 36 a 32; i professionali da 5 corsi e 27 indirizzi scenderanno a 2 corsi e 6 indirizzi, anche qui le ore saranno 32 invece delle attuali 36. Per dirla con Antonio Rusconi, capogruppo Pd in commissione istruzione del Senato "E’ un ciclone che devasta l’istruzione". Anche i sindacati (Flc-Cgil e Gilda) non mandano giù il boccone amaro: "Un riordino era necessario – sottolineano – ma questa non è una riforma". E il leader del Pd, Pierlugi Bersani, dichiara: "Di epocale non è la riforma, è il taglio alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro paese". 
I licei Si passa dai quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) a sei licei: classico, scientifico, linguistico, artistico (con 6 indirizzi distinti) e le new entri del liceo musicale e delle scienze umane. Al Classico rispetto all’oggi, si studierà inglese per cinque anni e verrà potenziata l’area scientifica e matematica. Chi opterà per lo Scientifico troverà la nuova opzione delle "scienze applicate" che raccoglie l’eredità della sperimentazione scientifico-tecnologica. 

04 febbraio 2010