La “caos-politik” dell’Italia

Posted on 5 febbraio 2010

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E’ una cattiveria, ma purtroppo è efficace. Un ambasciatore arabo a Roma definisce le ultime ore della politica estera italiana (Bertolaso contro gli Usa, Berlusconi in Israele) “una caos-politik che sembra accuratamente preparata per non far capire nulla ai vostri alleati e perfino ai vostri amici”.

Il riferimento è soprattutto alle svolte e contro-svolte del presidente del Consiglio a Gerusalemme. Essendo arrivato ad giustificare (non richiesto) la guerra di Gaza, in cui sono morte 1.400 persone, Berlusconi una volta messo piede in Palestina per incontrare Abu Mazen ha provato a “recuperare”. Ha equiparato quelle vittime di Gaza agli ebrei sterminati nell’Olocausto. Una bestemmia per gli ebrei, giustificata soltanto dalla sincera difesa dello Stato di Israele che da sempre il capo del governo ripete in ogni occasione.

Il problema è che tutti in Israele se ne sono accorti. E ormai iniziano a capire. Su “Maariv” Nadav Eyal scrive che  ”Silvio Berlusconi è soprattutto un amico di Israele, ma questo non riesce a far dimenticare altri fatti, alcuni dei quali sono anche più importanti. Il primo problema è ovviamente il carattere problematico dello stesso Berlusconi. Negli ultimi anni ha ricevuto davvero pochi complimenti in giro per il mondo, a partire da Washington, Londra o Berlino. Il leader italiano è considerato in tutta Europa un fenomeno politico pericoloso”.

L’unico messaggio equilibrato durante la sua visita in Israele Berlusconi sembra averlo dato nell’intervista al giornale rivale di Maariv, Haaretz. Ma quella era un’intervista a domande e risposte scritte: Berlusconi ci ha messo la faccia, il testo era dei suoi consiglieri diplomatici. Per il resto l’attacco personale ad Ahmadinejad piuttosto che la scivolata su Gaza-Olocausto sono il simbolo ripetuto di una esagerazione, a volte di un eccesso di zelo fuori controllo che sono diventati la cifra distintiva degli ultimi mesi della politica estera italiana. I tedeschi offrirono all’Europa la loro “ost-politik” verso i paesi comunisti. Noi stiamo rapidamente consolidando la “caos-politik”.

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