Una tribù indiana chiede aiuto a Cameron: “Pandora esiste davvero, siamo noi”

Posted on 9 febbraio 2010

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Come nel film "Avatar", una montagna "sacra" in India sta per essere distrutta
Una multinazionale inglese punta alle bauxite, presente in quantità in quell’area

 

Gli indigeni chiedono aiuto al regista del film
"Siamo come i Na’vi, ora racconta la nostra storia"di BENEDETTA PERILLI

Una tribù indiana chiede aiuto a Cameron "Pandora esiste 
davvero, siamo noi"

Un uomo della tribù dei dongria

PANDORA esiste davvero, non solo in Avatar di James Cameron. Si chiama Niyamgiri e sorge nella regione indiana di Orissa. Ad abitare queste terre incontaminate però non sono i Na’vi ma le tribù indigene dei dongria kondh e, proprio come le creature blu, la loro montagna sacra sta per essere distrutta da una multinazionale inglese. Il tesoro in questo caso non è l’unobtanium, il cristallo prezioso che nel film spinge gli umani a  conquistare Pandora, ma è la bauxite, minerale del quale la montagna sacra di Niyamgiri è ricco. Ottomila persone, dedite all’agricoltura e alla salvaguardia della natura – i dongria sono conosciuti anche come "i protettori dei fiumi" – ora rischiano di perdere la loro terra sacra e in un appello a tutta pagina pubblicato sulla rivista cinematografica americana Variety hanno chiesto aiuto, tramite l’associazione dei diritti degli indigeni Survival International, proprio al regista di Avatar.
"Appello a James Cameron: Avatar è fantasia… e realtà – questo il testo del messaggio apparso sul settimanale – la popolazione indigena dei dongria kondh dell’India sta lottando per difendere la sua terra contro una miniera che vuole distruggere la sua montagna sacra. Per piacere, aiuti i dongria. Noi abbiamo visto il suo film. Ora lei veda il nostro". Segue un indirizzo internet che rimanda al sito dell’associazione Survival dove è possibile vedere il documentario La miniera, storia di una montagna sacra. Dieci minuti di immagini dai colori vivi e dai sorrisi genuini, di paesaggi verdi e di ruspe che puntano verso la montagna."Niyam Rajah è il nostro dio e noi lo veneriamo – spiega uno degli indigeni intervistati nel documentario – la montagna è il nostro tempio e quindi il nostro dio". Quello che nel film di Cameron si chiama "albero delle anime" qui è una montagna verde e il nemico che la minaccia è l’impresa inglese Vedanta Resources che ha tra i suoi azionisti maggioritari il multimilionario indiano Anik Agarwal.

A nulla sono valsi i tentativi di resistenza pacifica attuati fino ad oggi dai kondh e da altre popolazioni indigene che già scontano le conseguenze della creazione di una raffineria di bauxite costruita dalla Vedanta sulle colline del Niyamgiri. "Così come per i Na’vi il bosco di Pandora è il loro ‘tutto’ – spiega sul sito il direttore di Survival, Stephen Corry – per i dongria kondh vita e terra sono state sempre profondamente unite. La storia di Avatar, se si escludono i lemuri colorati, i cavalli dalle criniere lunghe e i guerrieri androidi, si sta ripetendo in questo preciso instante sulle colline di Niyamgiri". Per fermarla, arriva l’ultimo e disperato tentativo: quello di coinvolgere James Cameron nella battaglia. Secondo Survival l’intervento del regista servirebbe a far conoscere al mondo la situazione dei dongria, a salvare la montagna sacra e ad assicurare un futuro alla popolazione.
Intanto le organizzazioni umanitarie scese in campo, tra le quali anche Amnesty International, sono riuscite in questi giorni a mantenere alta l’attenzione al punto che il progetto della Vedanta è diventato motivo di scontro con la chiesa anglicana che, come rende noto il sito Ecologist, vorrebbe ritirare per ragioni etiche le sue, controverse, quote di partecipazione alla società. "Non siamo soddisfatti di come la Vedanta si è comportata rispetto ai diritti umani delle comunità locali", ha spiegato la Chiesa anglicana in un comunicato, e pare che l’ammontare dell’investimento ritirato sia di circa 3,75 milioni di sterline.

© Riproduzione riservata (08 febbraio 2010)

Posted in: Los de abajo