Approvata la Bertolaso spa. Controllerà la Croce rossa

Posted on 10 febbraio 2010

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di Bianca Di Giovanni

Primo sì alla Protezione civile servizi Spa. Il Senato ha dato il via libera ieri con 140 voti a favore, 116 contrari e 11 astenuti, tra cui, oltre all’Udc e al gruppo dei rutelliani, anche il senatore Mario Baldassarri del Pdl, che ha espresso in Aula la sua contrarietà al progetto. Il sottosegretario/capodipartimento Guido Bertolaso ha seguito incessantemente i lavori, ma in perfetta solitudine: non un ministro presente.
Appalti Alla nuova società, che serve per «contratti, appalti, assunzioni e stipendi», denuncia in Aula il senatore Luigi Zanda (Pd), sono attribuiti pieni poteri sui Grandi Eventi e sulle ricostruzioni dopo i terremoti. Una nuova struttura che servirebbe, secondo il governo, a garantire «economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento della Protezione civile». Eppure da anni quel dipartimento è tanto «tempestivo» da procedere per via di ordinanze che eludono qualsiasi controllo e derogano a decine di leggi. Durissimo l’attacco del vicepresidente del gruppo dei Democratici in Aula.
«Societarizzare le amministrazioni pubbliche è una vecchia mania di Berlusconi – dichiara Zanda – Anni fa aveva voluto Patrimonio Spa e Infrastrutture Spa. Infrastrutture è sparita dalla circolazione e Patrimonio è stata assorbita da Fintecna perché erano due idee totalmente fallite. Adesso arriva Protezione civile Spa». Sono molti gli aspetti che non convincono. Anzi, che producono un vero allarme per la tenuta dello Stato. «Prendo atto del fatto che il sottosegretario Bertolaso, dopo averlo annunciato altre volte, si dimetterà da Capo del Dipartimento, come ha detto qua la settimana passata – aggiunge Zanda – Può allora spiegare, per cortesia, perché sta sostenendo la compatibilità della doppia carica in questo provvedimento? Sta pensando non a se stesso, evidentemente, ma al suo successore? Bene: chiunque sia il beneficiario (i Sottosegretari o altri), la doppia carica è indecente». Ma l’attacco a Bertolaso non si ferma qui. «Devo trattare un argomento di cui non avrei voluto parlare – ammette Zanda – ma l’ha fatto Lei: non è serio che la retribuzione del Capo della Protezione civile sia commisurata al numero dei commissariati che gli vengono attribuiti, che tra l’altro oggi sono varie decine, perché la giornata di tutti noi è di 24 ore, sia se si è commissari una sola volta, sia se lo si è per 100 volte».
Ma la vera questione sollevata dall’opposizione non riguarda gli emolumenti dell’attuale Capo dipartimento. Il nodo vero è un altro.: è quello delle deroghe, della mancanza di controlli. «Su proposta del Capo della protezione civile, in tutte le ordinanze c’è un lunghissimo elenco di leggi cui derogare, che sono tutte scritte una per una esplicitamente – spiega Zanda – Nell’ordinanza che la nomina (a Bertolaso) commissario per la Vuitton Cup, sono previste deroghe praticamente all’intero corpus legislativo sugli appalti, alla concorrenza, alla trasparenza, ai controlli, alla vigilanza dell’Autorità dei lavori pubblici, alle procedure di affidamento, ai controlli dei requisiti per i contratti, all’oggetto del contratto, alla procedura per la scelta del contraente, alla pubblicazione dei bandi di gara, agli avvisi, agli inviti, ai termini, ai criteri di selezione delle offerte, alla progettazione, alle verifiche archeologiche, al subappalto, alle varianti in corso d’opera, alle penali e all’adeguamento dei prezzi: e mi fermo qua, perché potrei continuare ancora a lungo, tante sono le deroghe». «Bertolasocrazia? – chiede il capodipartimento in Aula – meglio di burocrazia». Una formula che dice tutto. Come dire: lo Stato sono io. Esattamente quello che si vorrebbe evitare.

10 febbraio 2010