«Per Bertolaso una cosa megagalattica»

Posted on 11 febbraio 2010

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E il procuratore Toro, indagato: «Vorrei lasciare la magistratura, resisto per mio figlio»

 

L’ordinanza del Gip: il sottosegretario ha usufruito di prestazioni sessuali «offerte» dall’imprenditore Anemone

E il procuratore Toro, indagato: «Vorrei lasciare la magistratura, resisto per mio figlio»

«Per Bertolaso una cosa megagalattica»

L’ordinanza del Gip: il sottosegretario ha usufruito di prestazioni sessuali «offerte» dall’imprenditore Anemone

Il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso
 (Lapresse)

Il sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso (Lapresse)

ROMA – L’imprenditore romano Diego Anemone, finito in manette per essere ritenuto il presunto corruttore del sottosegretario Guido Bertolaso e altri pubblici ufficiali per favoritismi negli appalti di alcune grandi opere, tra cui il G8 alla Maddalena, si era dato da fare per «organizzare una "cosa megagalattica"» in favore del Bertolaso» a base di sesso. Lo scrive il giudice per le indagini preliminari nella sua ordinanza. Secondo quanto si legge nel provvedimento, infatti, «il tenore delle conversazioni intercettate non pare consentire interpretazioni diverse da quella che trattasi di prestazioni sessuali di cui il Bertolaso dovrebbe usufruire presso il centro benessere riconducibile all’Anemone; peraltro, l’occasione verrà sfruttata dal Bertolaso solo in un momento successivo». In altra parte dell’ordinanza si ribadisce che nel «centro benessere Salaria sport village, riconducibile alla stessa famiglia Anemone», Bertolaso «usufruisce non solo di "massaggi", ma anche di vere e proprie prestazioni sessuali», come proverebbero diverse conversazioni intercettate.

COSTI LIEVITATI – La «cosa megagalattica» Anemone avrebbe deciso di organizzarla subito dopo un incontro avuto con Bertolaso nel settembre 2008 per comunicargli i maggiori costi previsti per l’esecuzione delle opere del G8. L’imprenditore è preoccupato per la reazione che potrebbe avere Bertolaso e, mentre gli manda un sms per fissare l’appuntamento, «si attiva per raccogliere denaro contante anche utilizzando canali insospettabili quali tale don Evaldo Biasini che, dal contenuto delle conversazioni intercettate, risulta occuparsi di opere di beneficenza in Africa». Sempre dalle intercettazioni, risulta che l’incontro tra Anemone e Bertolaso c’è stato e ha avuto «esito positivo», come riferisce l’imprenditore il 21 settembre 2008 alla moglie e a Mauro Della Giovampaola, pure lui arrestato, un funzionario della struttura di missione per il G8.

IL PROCURATORE TORO – Nel frattempo il procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, iscritto nel registro degli indagati sempre per il caso degli appalti della Protezione civile, fa sapere di essere tentato dal lasciare la magistratura, ma non se la sente «perchè c’è di mezzo mio figlio». Nel suo ufficio, un via vai di colleghi ed amici ha scandito le sue prime ore a piazzale Clodio. Prima di uno sfogo, con le lacrime agli occhi, con i giornalisti, Toro ha restituito al procuratore Giovanni Ferrara la delega di coordinamento delle inchieste sulla pubblica amministrazione. «Non avevo segreti da rivelare – ha detto – io e mio figlio non abbiamo mai conosciuto Angelo Balducci e Diego Anemone; tantomeno abbiamo avuto contatti con loro tramite altre persone. Bertolaso l’ho visto solo una volta in una occasione ufficiale». «Posso dire – ha aggiunto – che la sola persona che conosce mio figlio è l’avvocato Edgardo Azzopardi (il cui colloquio con uno degli indagati ha determinato il coinvolgimento di Toro e del figlio Camillo nell’inchiesta di Firenze, ndr) sul quale non voglio dire nulla». Il magistrato romano ed il figlio sono indagati per rivelazione del segreto d’ufficio. A Camillo Toro è contestato anche il favoreggiamento personale.

Redazione online
11 febbraio 2010

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Posted in: La Bella Italia