Berlusconi-Mills, il processo non si ferma

Posted on 27 febbraio 2010

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I giudici: «Aspettare sentenza cassazione? i tempi di deposito non sono prevedibili»

 

L’avvocato del premier: una decisione incongrua, noi stessi avevamo proposto lo stop ai termini di prescrizione

I giudici: «Aspettare sentenza cassazione? i tempi di deposito non sono prevedibili»

Berlusconi-Mills, il processo non si ferma

L’avvocato del premier: una decisione incongrua, noi stessi avevamo proposto lo stop ai termini di prescrizione

Niccolò Ghedini, uno degli avvocati del premier (Ansa)

Niccolò Ghedini, uno degli avvocati del premier (Ansa)

MILANO – I giudici della decima sezione del Tribunale di Milano, dopo una breve camera di Consiglio, hanno deciso successivamente di respingere la richiesta di sospensione del processo che vede imputato Silvio Berlusconi, chiesta dai suoi avvocati, in attesa delle motivazioni della Corte di Cassazione che ha dichiarato prescritto il reato per l’avvocato inglese David Mills. Secondo i giudici, i tempi di deposito del provvedimento della Suprema corte sono «difficilmente prevedibili e il processo non può essere sospeso per un tempo indeterminato». Su tutte le altre istanze, invece, i giudici decideranno il prossimo 26 marzo.

«DECISIONE INCONGRUA» – Secondo uno dei legali di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, è «incongrua» la decisione dei giudici di Milano di non rinviare il processo a Silvio Berlusconi in attesa del deposito delle motivazioni con cui la cassazione ha deciso la prescrizione del reato per l’avvocato David Mills. «È una decisione incongrua – ha detto Ghedini al termine dell’udienza – perchè noi stessi avevamo proposto la sospensione dei termini di prescrizione. Il tribunale ha deciso in altro modo – ha concluso – e ne prendiamo atto». Non solo: «Questo processo va avanti solo perchè c’è Silvio Berlusconi imputato – ha aggiunto il legale -. In qualsiasi altra parte di Italia si rinvierebbe fino alla data della prescrizione».

«GHEDINI STRAVOLGE LA VERITA’» – Ma all’avvocato del presidente del consiglio è stato subito ripreso da Massimo Donadi, presidente dei deputati dell’Idv: «Ghedini capovolge la verità e sa bene che, se il nome dell’imputato non fosse stato Silvio Berlusconi, il processo sarebbe già stato celebrato». «Sono anni – ha aggiunto l’esponente dipietrista – che il premier cerca di sfuggire alla giustizia e ci è riuscito sinora anche grazie alla politica ed alle leggi ad personam. La sua guerra contro la magistratura è stata una catastrofe per la giustizia italiana, per il Paese e per i cittadini»

Redazione online
27 febbraio 2010