Stop ai processi Mills e Mediaset. più difficile bloccare Mediatrade

Posted on 11 marzo 2010

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Le conseguenze. Che cosa cambia per Berlusconi imputato dopo il via libera definitivo al legittimo impedimento

 

di EMILIO RANDACIO

Stop ai processi Mills e Mediaset più difficile bloccare 
Mediatrade

Ghedini al processo Mediaset

MILANO – Nuovo stop al processo Mills, identico destino per quello sulle presunte frodi fiscali Mediaset. Più complicato bloccare immediatamente il nuovo troncone Mediatrade, in cui il premier è indagato di appropriazione indebita e frode fiscale.
La legge sul "legittimo impedimento" approvata ieri dal Senato, avrà comunque ripercussioni pesanti sul destino processuale del presidente del consiglio. Quello che si può azzardare è che Silvio Berlusconi, con tutta probabilità eviterà qualsiasi tipo di sentenza sia per la corruzione Mills che per l’affaire Mediaset. Nel caso della falsa testimonianza "comprata" dell’avvocato inglese, i termini di prescrizione si sforeranno nel febbraio del 2011. Undici mesi, per tre gradi di giudizio, sono un termine impensabile per capire da quale parte sia la ragione. Nel merito, la Cassazione si è già espressa il 25 febbraio scorso, a Sezioni Unite. Ci fu corruzione, è stato sentenziato, ma per Mills il reato è prescritto per una manciata di settimane. Il processo milanese, già sospeso per undici mesi grazie al Lodo Alfano, azzerato per il necessario cambio di collegio, riprenderà la sua faticosa marcia il 26 marzo. Allora, di fronte alla scontata richiesta di applicazione della nuova norma da parte del collegio difensivo del Cavaliere (composto dal senatore Piero Longo e dall’onorevole Niccolò Ghedini), il pm Fabio De Pasquale, con tutta probabilità, si opporrà chiedendo il giudizio sulla riforma da parte della Corte Costituzionale. Mossa che non è ufficiale, ma che pare scontata. E, sebbene i termini di prescrizione si dovranno congelare, gli undici mesi di tempo restano un termine davvero risibile.

Più o meno lo scenario non cambia per la frode fiscale Mediaset. In questo caso, i termini della prescrizione sono leggermente più ampi. Si va al 2013. Ma, comunque vada, di fronte all’applicazione della nuova legge il processo dovrebbe essere azzerato e riprendere davanti a un nuovo collegio solo per il premier.
Discorso a parte, infine, l’ultimo troncone che coinvolge Berlusconi. La presunta appropriazione indebita e la frode fiscale per i diritti televisivi gonfiati Mediatrade. L’indagine, proprio in questi giorni, sta approdando alla richiesta di rinvio a giudizio. Il pm De Pasquale contesta reati fino al 2006 e i termini di prescrizione scadono nel 2013. Il tempo per arrivare ad accertare responsabilità, o ad assolvere nel merito il Cavaliere, ci sono tutti.
Bisogna capire quando potrà essere applicata la nuova riforma. Nel testo approvato ieri, non si fa riferimento alle udienze preliminari. Con tutta probabilità, a meno di ripensamenti, la riforma dovrebbe entrare in vigore solo nel caso di un rinvio a giudizio. Sempre che il premier non sia sempre impegnato in impegni istituzionali.
Su tutte queste ipotesi, anche tante varianti, come una nuova bocciatura sulla legge da parte della Consulta che potrebbe arrivare non prima di un anno. Un’infinità per accertare definitivamente se ci siano state responsabilità penali del presidente del Consiglio, nei tre processi che lo riguardano.