La world music «antipolio» che invade l’europa

Posted on 29 marzo 2010

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MA PER GLI STAFF BENDA BILILI LA MUSICA È ANCHE CHANCE DI RISCATTO

 

Una band di disabili congolesi pubblica il suo primo album e conquista la scena del vecchio continente

Una copertina del disco dei Benda Bilili, gruppo musicale di disabili congolesiMILANO – Musica che trascina, scivolando tra rumba, funk e un amalgama fondamentale di reggae e rithm ’n blues: è quella suonata e cantata da una band congolese formata da disabili che qualche media ha già ribattezzato «rumba-funk warriors», cioè guerrieri. Il nome ufficiale del gruppo è però Staff Benda Bilili e alcuni dei loro brani – come «Moziki» o «Je t’aime» – costringono quanto meno a tamburellare con le dita sul tavolo chi li ascolta sprigionarsi dalle casse del computer o dal lettore MP3.

SCOVATI NEGLI SLUM – In formazione completa gli Staff Benda Bilili sono otto e anche più, ma il nucleo principale della band è formato da quattro cantanti ed esperti chitarristi che mostrano evidenti conseguenze della poliomelite e si muovono a bordo di sedie a rotelle semi-artigianali, somiglianti più a dei tricicli a motore; insieme a loro suona anche un giovane che si sostiene con le stampelle e una sezione ritmica composta da ex bambini di strada, cresciuti sotto la protezione dei membri più anziani della band. Talento del gruppo è Roger Landu, un ragazzo di 18 anni che suona uno strumento elettrificato a una sola corda da lui progettato e costruito a partire da un barattolo di latta. Durante il giorno sono venditori di sigarette di contrabbando, di notte, invece, fanno i mendicanti davanti ai ristoranti per bianchi. Nel tempo che gli resta sono musicisti. E se è vero che la band di Kinshasa si formò a fine anni ’90, per scoprirli al mondo c’è voluto l’intuito di Damon Albarn, il leader dei Blur, estroso musicista rock di fama internazionale, che li ha scovati in un viaggio per la sua associazione «Africa Express», nata proprio allo scopo di promuovere la musica africana sulla scena anglosassone.

MUSICA PER MUTARE DESTINO – Ritmo e calore africano attraversano le parole – in dialetto locale e un po’ in francese – di questi musicisti, per i quali il proprio mestiere è diventato ora uno strumento di emancipazione economica e sociale, una gratificante via di fuga rispetto alle prospettive di vita e di lavoro che finora avevano sperimentato da «semplici» residenti con handicap nelle periferie di Kinshasa. A dimostrarlo è infatti giunto il successo del primo album («Tres tres fort» uscito la scorsa primavera) che sta aprendo la strada per un futuro tour europeo e che già è valso, insieme all’attenzione internazionale, il trentesimo posto nella speciale classifica dei 50 migliori album del 2009 stilata dal magazine britannico «Mojo» e la vittoria del «Womex award 2009», un premio non solo alla qualità ma anche al valore sociale e politico della world music degli Staff Benda Bilili, ricevuto in occasione di una loro esibizione all’ultimo «world music expo» di Copenaghen. Dalla capitale della repubblica centrafricana a quella danese il passo non è poi così lungo, quindi, e la risonanza del sound congolese si sta propagando in fretta, tanto che il gruppo l’hanno già potuto apprezzare anche i telespettatori della televisione tedesca ARD, delle «Newsnight» della BBC e delle tv di vari Paesi in Europa (Olanda, Norvegia, Belgio…).

TRA POLIO E YOUTUBE – «Benda Bilili» in Lingala, una delle quattro lingue ufficiali della Repubblica democratica del Congo, significa «guardare oltre le apparenze», e anche se chi non vede gli Staff Benda Bilili mentre suonano coglie soprattutto la vivacità e il calore trasmessi dalla loro musica, le parole dei testi puntano spesso il dito sul tema della disabilità e trattano quello dell’emarginazione dei «diseredati» del Paese centrafricano. Lo sguardo di questi racconti è da cantastorie fedele, tanto che uno dei leader della band, Koco Ngambali, l’ha rappresentato con lucidità in un’intervista al giornale americano «The Independent»: «Noi vediamo noi stessi come giornalisti. Noi siamo i veri giornalisti, perché non abbiamo paura di nessuno». Certo gli Staff Benda Bilili non hanno nessuna paura di cantare e ancor meno di spendersi per le campagne di sensibilizzazione contro la poliomelite, che ha colpito molti di loro ed è ancora diffusa in Africa, e a favore dell’importanza del vaccino antipolio: con questo spirito è nata infatti una delle più note canzoni del gruppo, «Polio» appunto, che per merito di Youtube ha sconfinato dal Paese. Ma al Web il gruppo musicale deve anche molto di più, perché Internet resta l’opportunità migliore per allontanarsi dagli slum dove questi artisti ancora vivono e il profilo del gruppo su Myspace, a seconda di quale sia la direzione da cui vi si accede, è come una porta spalancata sulle strade del Congo o una chiave per accedere ai palcoscenici del mondo occidentale.

Corrado Fontana
29 marzo 2010

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