“Dell’Utri il tramite della mafia”. Il pm chiede 11 anni di carcere

Posted on 16 aprile 2010

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"Il boss Vittorio Mangano era in contatto con Marcello Dell’Utri, che fu il tramite per l’assunzione del mafioso nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi".  Così il sostituto procuratore generale Nino Gatto ha concluso la requisitoria contro il senatore del Pdl: "Concorso esterno in associazione mafiosa"

di SALVO PALAZZOLO

"Dell'Utri il tramite della mafia" Il pm chiede 11 anni di carcereMarcello Dell’Utri

"Condannate il senatore Marcello Dell’Utri a 11 anni di carcere, per concorso esterno in associazione mafiosa". Il sostituto procuratore generale Nino Gatto conclude la requisitoria del processo d’appello al senatore del Pdl chiedendo ai giudici di aumentare la condanna inflitta in primo grado, che era stata di 9 anni.
"L’imputato è stato al servizio dell’organizzazione mafiosa per oltre un trentennio  –  dice Gatto – nel processo d’appello sono emerse nuove prove: le dichiarazioni del collaboratore Gaspare Spatuzza si sono integrate in maniera armoniosa con quanto già stabilito dalla sentenza del tribunale di Palermo a proposito dei rapporti che l’imputato ha intrattenuto con i fratelli Graviano, capimafia di Brancaccio. Il processo d’appello ha provato soprattutto che il senatore Marcello Dell’Utri avrebbe avuto un ruolo determinante per l’approvazione di alcuni provvedimenti legislativi che hanno favorito concretamente le organizzazioni mafiose" .
In apertura d’udienza, il pg aveva ribadito che Dell’Utri "ha avuto rapporti con il boss Vittorio Mangano" e che "fu il tramite per l’assunzione del mafioso nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi". Ad ascoltare l’ultima parte della requisitoria erano arrivati i legali di Marcello Dell’Utri, Nino Mormino, Giuseppe Di Peri, Pietro Federico e Sandro Sammarco. Poco prima delle 11 era arrivato in aula anche il senatore del Pdl
IL DOSSIER Quando il boss chiamava il senatore
Pesanti le accuse deI procuratore generale: "Il processo ha evidenziato una propensione dell’imputato a inquinare le prove". Il giudice Gatto nell’udienza ha anche affrontato il capitolo della requisitoria riguardante i rapporti che Marcello Dell’Utri avrebbe intrattenuto con un falso pentito, Cosimo Cirfeta: "Tramite l’avvocato difensore di Cirfeta, Dell’Utri ha promesso soldi e un lavoro", ha detto: "In cambio, chiedeva delle dichiarazioni che avrebbero dovuto scagionarlo". Secondo il procuratore generale, nel complotto del falso pentito avrebbe avuto un ruolo anche "l’agente Betulla, ovvero il giornalista Renato Farina   che è stato giudicato in altra sede per aver aiutato alcuni agenti segreti ad eludere le investigazioni nei loro confronti, nell’ambito delle indagini sul rapimento di Abu Omar". In aula, il procuratore ha letto il capo d’imputazione riguardante Farina, coinvolto nelle azioni di spionaggio organizzate dall’ex agente del Sismi Pio Pompa, fra Roma e Milano.
"Questa vicenda  –  ha rilevato il pg Nino Gatto  –  ci dice dei mezzi istituzionali di cui l’imputato si è servito per deviare le indagini. Rimangono ancora oscuri i rapporti tra Farina e Dell’Utri".
Mentre il pg parlava del caso Farina, Dell’Utri è uscito dall’aula della corte d’appello e ha fatto una dichiarazione ai giornalisti che lo hanno subito raggiunto: "Se mi lasciano in pace, se mi assolvono sono disposto a lasciare tutte le cariche politiche, non mi interessa fare politica. Io faccio il senatore per difendermi dal processo. Io mi difendo dall’attacco politico perché il mio è un processo politico, per questo faccio politica. Sì, vi sembra strano?  –  ribadisce – Sono entrata in politica per difendermi". Le arringhe difensive cominceranno il 30 aprile. La sentenza è attesa per metà giugno.

(16 aprile 2010)

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Posted in: Gomorra