Olanda, vincono i liberali. La destra xenofoba terzo partito

Posted on 10 giugno 2010

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I liberal-conservatori di Mark Rutte, che si avvia a essere il primo premier liberale dopo 100 anni, hanno vinto le legislative per un seggio. L’estrema destra di Geert Wilders potrebbe restare fuori dal governo

Olanda, vincono i liberali la destra xenofoba terzo partito Mark Rutte

L’AJA – Dopo un testa a testa durato tutta la notte, i liberal-conservatori di Mark Rutte hanno vinto le legislative in Olanda ma per un seggio soltanto, battendo i laburisti dell’ex sindaco di Amsterdam Job Cohen.
L’estrema destra xenofoba di Geert Wilders è il terzo partito, nonostante questo potrebbe restare fuori dal governo. Con 24 seggi contro i 9 della scorsa legislatura queste elezioni sono state un successo per il partito di Geert Wilders, che vorrebbe la fine del flusso immigratorio dai Paesi musulmani e lo stop delle costruzioni di nuove moschee. Con differenze così strette tra i partiti, l’unica maggioranza solida si avrebbe con l’alleanza tra le due forze maggiori, ovvero liberali e laburisti, assieme a democristiani e centristi, per quello che già in passato è stato chiamato "governo di unità nazionale" o "coalizione viola".
Per diverse ore c’è stato un lungo testa a testa tra il Partito VVD, che ha puntato la sua campagna elettorale sulla necessità di tagliare la spesa pubblica, e i Labour (PvdA) di Job Cohen. A scrutinio praticamente finito – 411 seggi su 431 – i liberali (Vvd) hanno conquistato 31 seggi sui 150 della Camera bassa, contro i 30 del partito laburista (Pvda). Spetterà dunque al loro leader Rutte prendere l’iniziativa per formare la prossima coalizione di governo che lo vedrà diventare il primo premier liberale dopo quasi 100 anni.

Alla luce dei risultati le trattative non saranno semplici. I liberali di Rutte hanno un programma incentrato su forti tagli alla spesa pubblica al fine di ridurre il deficit pubblico, e prima del voto avevano assicurato che avrebbero formato il governo entro il 1 luglio, senza "escludere alcun partito". Anche se nessuno ne vuole parlare esplicitamente, insomma, la possibilità di un coinvolgimento dell’estrema destra nel governo – al limite con un appoggio esterno – resta una delle possibilità sul tavolo.
L’ipotesi di una "grande coalizione", che metta insieme i liberali, i laburisti, gli ecologisti (10 seggi) e i centristi di d66 (10), non viene ancora oggi scartata del tutto, ma è altamente improbabile secondo Paul Scheffer, politologo dell’università di Amsterdam: una coalizione simile significherebbe "un governo di sinistra con con un primo ministro liberale, e con i liberali in minoranza. Non penso che la faranno".
Le trattative saranno "molto, molto difficili" ha detto a sua volta il politologo Henk Van De Kok, dell’università di Twente. Il Pvv di Wilders "dovrà essere preso in considerazione, e non potrà più essere ignorato", ha detto. "Per formare la nuova coalizione ci vorrà più tempo di quanto Mark Rutte pensi, prevedo che ci vorranno mesi. Non sarei sorpreso se avessimo un nuovo governo per settembre o ottobre".

(10 giugno 2010)

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