Israele allenta il blocco su Gaza. Resta in vigore quello navale

Posted on 17 giugno 2010

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Il gabinetto per la sicurezza cede alle pressioni internazionali. La "lista nera" ristretta a circa 120 prodotti e materiali proibiti, perché utilizzabili a "fini militari". Ma per Hamas e la Turchia la decisione "non basta"

Israele allenta il blocco su Gaza Resta in vigore quello navale

GERUSALEMME – Israele ha annunciato ufficialmente che allenterà il blocco su Gaza. Riunito da ieri, il gabinetto di sicurezza ha deciso di consentire che un maggior numero di beni entrino nell’enclave palestinese controllata da Hamas. Dovrebbe però restare in vigore il blocco navale della Striscia. Dopo il sanguinoso arrembaggio 1 alla nave turca di attivisti filopalestinesi da parte della marina israeliana, Israele è sottoposto a forti pressioni internazionali 2 per una revoca del blocco di Gaza. Nel territorio palestinese la maggioranza della popolazione (in totale un milione e mezzo di persone) dipende dagli aiuti stranieri.
Il gabinetto per la sicurezza, che riunisce circa la metà del governo (15 ministri), questa mattina ha ripreso la discussione avviata ieri e ha infine deciso di revocare l’attuale lista di prodotti che possono entrare nella Striscia per sostituirla con una lista molto più ristretta di prodotti vietati perché possono avere un utilizzo anche militare. In un comunicato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha spiegato che Israele "liberalizzerà il sistema con cui i beni civili entreranno a Gaza ampliando il flusso di materiali per progetti civili che sono sotto la supervisione internazionale".
Ma per Hamas non

basta. Isrmail Radwan, uno dei portavoce a Gaza, ha detto che "l’inaccettabile decisione israeliana ha il solo fine di aggirare la volontà della comunità internazionale che chiede la fine dell’ ingiusto assedio" di Gaza. Hamas, ha continuato, ne chiede "la revoca immediata e senza interventi e controlli del nemico sionista", Israele. "Noi – ha continuato – chiediamo il proseguimento della solidarietà interna e internazionale e dell”intifada delle navi’ fino a quando l’assedio non sarà completamente tolto". Dello stesso avviso anche la Turchia. Ankara si attende che Gerusalemme chieda scusa per il massacro, compensi le famiglie delle vittime, accetti un’inchiesta internazionale e rilasci tre navi turche sequestrate nel maggio scorso. "Se tali passi non verranno fatti, la Turchia degraderà la propria rappresentanza a Gerusalemme al livello di un semplice Incaricato d’affari”, ha chiarito una fonte diplomatica turca, aggiungendo che gli sforzi israeliani per allentare il blocco su Israele "non sono considerati sufficienti".
Per Israele l’allentamento del blocco sulla striscia significa una "lista nera" che comprende circa 120 prodotti o materiali vietati, perché utilizzabili a "fini militari", mentre tutte le altre merci dovrebbero poter entrare nella Striscia. Israele dovrebbe dare anche il via libera, atteso da mesi, ad alcuni progetti dell’Onu per la costruzione di scuole e altri edifici da destinare ai rifugiati palestinesi. I materiali da costruzione come tubature, cemento e ghiaia sono stati sottoposti al blocco e non possono essere introdotti a Gaza. Secondo Israele, le tubature possono servire a fabbricare razzi, mentre cemento e ghiaia possono essere utilizzati da Hamas per costruire "bunker".
LA MAPPA DI LIMES 3
In cambio dell’allentamento di un embargo durato quattro anni lo Stato ebraico ha chiesto alla comunità internazionale "di lavorare per l’immediato rilascio di Gilad Shalit", il soldato israeliano nelle mani di Hamas dal giugno 2006.  Il blocco di Gaza era stato imposto da Israele subito dopo la cattura di Shalit e rafforzato l’anno dopo quando Hamas ha preso il controllo dell’enclave palestinese.
Apprezzamento per la decisione è stato subito espresso dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Israele ha compreso che la strategia dell’assedio di Gaza è controproducente tenere Gaza bloccata vuol dire dare ad Hamas le chiavi del destino" della Striscia, "non aiutare Abu Mazen e mettere in difficoltà la comunità internazionale". Il titolare della Farnesina ha quindi ringraziato per "l’impegno continuo" il portavoce del quartetto, Tony Blair, l’inviato degli Usa per il Medio Oriente, George Mitchell, e il rappresentate degli esteri dell’Ue, Catherine Ashton. "L’Europa e gli Usa – ha concluso – ancora una volta hanno detto la stessa cosa insieme e Israele ha capito".
Ma la reazione dell’Europa alla decisione israeliana invece è cauta. L’Unione europea guarda "con grande interesse" alla decisione di Israele di alleggerire il blocco su Gaza, ma "è una dichiarazione di principio" su cui i 27 attendono di conoscere "ulteriori dettagli su quello che è permesso e quello che non è permesso" far entrare nella striscia "perché dobbiamo essere sicuri che molti più prodotti possano entrare per permettere alla popolazione di riprendere una vita normale", ha detto proprio l’alto rappresentante Ue, Catherine Ashton.

(17 giugno 2010)

Posted in: Free Palestine