Ustica trent’anni dopo. Bologna cerca la verità

Posted on 27 giugno 2010

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Il 27 giugno 1980 il Dc9 Ih 870 dell’Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, scomparve dai radar. S’inabissò tra le isole di Ustica e Ponza. Ottantuno le vittime. Oggi si celebra il trentesimo anniversario della strage in un clima di accesa polemica politica Lo speciale di Repubblica "La verità negata"

di STEFANIA PARMEGGIANI

Ustica trent'anni dopo Bologna cerca la verità La sagoma del Dc9 in piazza Maggiore

Trent’anni fa il disastro aereo che costò la vita a 81 persone. Oggi a Bologna la giornata del ricordo. La presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti, torna a chiedere i nomi dei responsabili, confortata dalle parole del capo dello Stato che, proprio ieri, ha sollecitato "il contributo di tutte le istituzioni a un ulteriore sforzo per pervenire a una ricostruzione esauriente e veritiera".  Ma il valore anche simbolico dell’anniversario, non evita le polemiche.
Le celebrazioni si svolgono nella scia del clamore per le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, che ha ipotizzato l’esplosione di una bomba all’interno del Dc9 Itavia. Venerdì è andato in scena lo scontro tra Giovanardi e il giudice Rosario Priore, ma le avvisaglie erano arrivate già mercoledì. "Nei prossimi giorni a Bologna tireranno in ballo tutta la mercanzia prodotta in tanti anni  aveva detto Giovanardi  per toccare l’immaginario collettivo, ma di un ipotetico missile non è stato reperito alcun riscontro". Di fronte a questo ennesimo "sasso nello stagno", le reazioni non si sono fate attendere. Ultima, in ordine di tempo, quella del portavoce dell’Idv Leoluca Orlando che ha parlato di "tesi indegna".
I famigliari incontrato le istituzioni. La commemorazione è iniziata alle 11 nella sala del Consiglio di Palazzo D’Accursio, con l’incontro tra il commissario Annamaria Cancellieri e i parenti delle vittime. Le vedove, i figli, i padri delle vittime hanno ascoltato in silenzio i messaggi di vicinanza arrivati dalle più alte cariche dello Stato e letti in aula da Daria Bonfietti. Prima le parole di Napolitano, il suo appello perchè le ombre vengano definitivamente spazzate e poi le parole del presidente del Senato Renato Schifani e della Camera Gian Franco Fini.
Schifani: "Conoscere le cause, vittoria per tutti". Nel suo messaggio il presidente del Senato ha voluto esprimere un forte auspicio che i recenti sviluppi giudiziari possano fare finalmente emergere con completezza e chiarezza la verità su quanto realmente accaduto, nella certezza che conoscere le cause del disastro prima del verdetto della storia sarebbe una vittoria straordinaria per noi tutti: sapere cosa avvenne su quel cielo quella sera ci renderebbe migliori, dando alla nostra Repubblica una speranza in più di crescere sulla strada difficile della condivisione e della trasparenza".
Fini: "Intensificare l’impegno per fare chiarezza". Sulla stessa lunghezza d’onda la lettera inviata dal presidente della Camera: "In questa giornata, resa particolarmente triste dal lungo scorrere di anni non illuminati dalla verità, ritengo sia necessario ribadire e intensificare l’impegno di tutti per giungere a fare chiarezza su di una vicenda che continua a proiettare la sua ombra inquietante anche sul nostro presente". "Nell’esprimerLe il sincero apprezzamento per l’instancabile attività promossa dalla Sua Associazione per mantenere costantemente viva l’attenzione degli italiani su questa tragica vicenda, rivolgo un commosso pensiero agli uomini, alle donne e ai bambini la cui vita fu spezzata da un destino ancora incomprensibile".
"Ora diteci i nomi". Di fronte a quanti, in questi trent’anni hanno condiviso con lei il dolore e la ricerca della verità, Daria Bonfietti ha letto il suo appello rivendicando con orgoglio il lavoro fatto, respingendo le accuse di chi, come Giovanardi, aveva parlato di mercanzia prodotta in tutti questi anni, citando la sentenza scritta dal giudice Rosario Priore che accertava come, quella notte, nei cieli d’Italia si stesse combattendo una battaglia e concludendo con un appello: "Diteci i nomi dei responsabili". La Bonfietti, infatti, si è detta "assediata dalla verità" e ha chiesto alla politica e alle istituzioni sostegno affinchè gli stati esteri collaborino. E’ necessario che alla richiesta di rogatorie internazionali presentate dai giudici di Palermo vi sia una risposta positiva e che la collaborazione sia chiara e puntuale. Ricorda come in passato, tra gli stati più evasivi, vi sia stata la Francia: "Risposero che la loro base militare in Italia chiudeva alle 17, come un qualsiasi ufficio". "La verità è dovuta per rispetto ai nostri cari, ma anche per la dignità di questo Paese", ha concluso tra gli applausi commossi degli altri parenti. Che, rispondendo alle domande dei cronisti, hanno sempre e solo ribadito una necessità: "Chi sa, dopo tutti questi anni deve parlare".  
Arte, fiore della memoria. Poi, tutti insieme, i parenti si sono diretti in piazza VIII Agosto, divenuta il palcoscenico dell’installazione dell’artista Flavio Favelli, "Itavia Aerolinee", già allestita in piazza Maggiore. A terra, la ricostruzione con dimensioni reali della sagoma dell’aereo. In serata, alle 21.30, nello spazio antistante il Museo per la Memoria di Ustica, in via Saliceto, avrà inizio il primo dei due concerti di musiche di Karlheinz Stockhausen, "Ora Ventunesima". Il Museo, in cui il relitto del Dc9 è circondato da un’opera di Christian Boltanski, sarà aperto dalle 10 a mezzanotte, con visite guidate gratuite alle 11 e alle 20. E’ questo il programma di oggi per "Arte, fiore della memoria", calendario organizzato dall’associazione in collaborazione con il Comune per trasformare Bologna nella città della memoria.

(26 giugno 2010)

Posted in: La Bella Italia