Assolto Tartaglia, era incapace di intendere

Posted on 29 giugno 2010

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Massimo Tartaglia è stato assolto dal gup Luisa Savoia per la totale incapacità di intendere e volere al momento dell’aggressione di Berlusconi. Il giudice inoltre ha disposto la misura della sicurezza della libertà vigilata per un anno, con la permanenza nella comunità terapeutica dove ora si trova, dove l’uomo dovrà seguire le regole e le prescrizioni del direttore della comunità e il divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche per un anno.
Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, aveva chiesto l’assoluzione di Massimo Tartaglia, che il 13 dicembre lanciò un souvenir del Duomo di Milano in faccia a Berlusconi, perché il fatto è stato commesso da persona in quel momento non imputabile per incapacità di intendere e volere al momento del fatto.
Oltre all’assoluzione Spataro aveva chiesto a Luisa Savoia, davanti alla quale si è svolto il processo con rito immediato, l’applicazione di una misura di sicurezza: un anno di ricovero presso la stessa comunità terapeutica in cui attualmente si trova l’imputato; se il giudice non concordava, Spataro aveva chiesto la libertà vigilata per un anno, sempre con la permanenza nella stessa comunità terapeutica.
La richiesta di Spataro va letta alla luce della perizia che ha accertato l’incapacità di intendere e di volere di Tartaglia al momento dell’aggressione a Berlusconi. I legali dell’imputato hanno chiesto l’assoluzione per il loro assistito in quanto incapace di intendere e volere e la concessione della libertà perché non lo ritengono, come ha invece attestato la perizia, socialmente pericoloso.
Soddisfatti i difensori dell’imputato, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino: «L’esigenza principale era quella di cura – hanno detto – a cui doveva essere data la priorità assoluta».

29 giugno 2010