Mafia, Dell’Utri: pena ridotta in appello Condannato a 7 anni

Posted on 29 giugno 2010

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di Nicola Biondo

Dopo 5 giorni di camera di consiglio,  la seconda Corte d’Appello del Tribunale di Palermo ha finalmente deciso la sorte giudiziaria di Marcello Dell’Utri. Il senatore Pdl è stato condannato a sette anni per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici hanno in parte riformato la sentenza di primo grado che aveva condannato Dell’Utri a 9 anni di reclusione. Secondo la Corte però non sono state provate le condotte dell’imputato poste in essere dal 1992. Quindi non è stata accettata la versione del pentito Gaspare Spatuzza e l’ipotesi di un patto politico-elettorale tra la nascente Forza Italia e la mafia.
La sentenza riguarda quindi i contatti avuti da Marcello Dell’Utri con uomini di Cosa Nostra negli anni ’70 e ’80, anni nei quali la galassia imprenditoriale di Silvio Berlusconi ha subito attraverso Vittorio Magano e Tanino Cinà pesanti estorsioni. Appare quindi in tutta la sua gravità il doppio volto dell’imputato, che da una parte si ritagliava il ruolo di consigliere di Silvio Berlusconi e dall’altra permetteva alla mafia di taglieggiarlo.
Gli avvocati del collegio difensivo sono apparsi molto contrariati, e annunciano il ricorso in Cassazione mentre la pubblica accusa, il pg Nino Gatto, aspetta di leggere le motivazioni della sentenza. Comunque sia, si tratta di un verdetto storico la cui portata in  questo momento non è ancora prevedibile.
La reazione
Marcello Dell’Utri lo aveva detto in passato e lo ha ripetuto oggi: «Vittorio Mangano è stato il mio eroe». Spiegandolo ai giornalisti che lo hanno incontrato per un commento sulla sentenza della Corte d’Appello che lo condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha citato anche i fratelli Karamazov, quando Andrej viene presentato come un furfante ma eroe. «Era una persona in carcere, ammalata – ha detto – invitata più volte a parlare di Berlusconi e di me e si è sempre rifiutato di farlo. Se si fosse inventato qualsiasi cosa gli avrebbero creduto. Ma ha preferito stare in carcere, morire, che accusare ingiustamente. È stato il mio eroe. Io non so se avrei resistito a quello a cui ha resistito lui». e sulla sentenza dice: «E’ pilatesca».
I giovani Pdl
«Mentre il senatore Dell’Utri continua a definire un eroe il mafioso Vittorio Mangano, noi affermiamo con orgoglio che gli eroi dei giovani siciliani sono persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino». È quanto si legge in una nota di Azione universitaria, il movimento degli studenti del Pdl. «Come ogni anno il 19 luglio, in occasione dell’anniversario della strage di Via D’Amelio – prosegue la nota – scenderemo in piazza per ribadire che Paolo Borsellino il vero punto riferimento di Giovane Italia e di tutto il Popolo della Libertà».

29 giugno 2010

Posted in: Gomorra