Cuba, il dissidente Fariñas è grave. Il reporter rifiuta il cibo da 125 giorni

Posted on 30 giugno 2010

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E’ in carcere, chiede libertà per i detenuti politici. Altri quattro oppositori sono in sciopero della fame contro il regime castrista di OMERO CIAI

Cuba, il dissidente Fariñas è grave   Il reporter rifiuta il cibo 
da 125 giorni Guillermo Farinas

SI STANNO aggravando, nonostante l’alimentazione forzata, le condizioni dell’oppositore cubano, Guillermo Fariñas, in sciopero della fame da oltre quattro mesi. Fariñas presenta un quadro clinico "critico", ha detto ieri uno dei medici che lo assiste dall’inizio del digiuno, per una nuova infezione da stafilococco, una epatite e un coagulo di sangue nella giugulare sinistra, all’altezza del collo. La mamma di Fariñas, Alicia Hernandez, ha aggiunto che il figlio "ha la febbre, problemi alle articolazioni" e uno stato generale che si va rapidamente deteriorando.
Guillermo Fariñas, un giornalista indipendente e psicologo di 48 anni, ha iniziato il suo sciopero della fame il 24 febbraio dopo la morte del prigioniero politico Orlando Zapata per ottenere dal governo di Raul Castro la liberazione degli oppositori incarcerati. Dall’11 marzo Fariñas si trova in unità di terapia intensiva dell’ospedale di Santa Clara, nel centro dell’isola, dove viene sottoposto ad alimentazione forzata per via endovenosa. I medici hanno spiegato che il dissidente è in stato cosciente e che nelle prossime ore verrà sottoposto ad un test per verificare l’entità del coagulo e il rischio che possa avere una trombosi.

Nelle ultime settimana la Chiesa cattolica ha avviato una trattativa con il regime a favore dei prigionieri politici nel corso della quale il cardinale Ortega, che ha incontrato personalmente Raul Castro, ha ottenuto la liberazione di un detenuto e il trasferimento di altri dodici in carceri più prossime alla residenza dello loro famiglie. È una rivendicazione storica delle associazioni per i diritti umani proprio perché di solito i "politici" vengono rinchiusi in carceri lontane dalla loro residenza abituale. Una situazione che rende spesso impossibile ricevere visite dei familiari. Spostarsi a Cuba per un cittadino comune è una odissea visto che un autobus all’interno dell’isola – quando c’è – può tardare giorni a percorrere distanze relativamente brevi.

Alcuni detenuti, soprattutto quelli ammalati, sono stati trasferiti ma la trattativa Chiesa-regime non è appoggiata da tutti i dissidenti. Molti, tra cui lo stesso Fariñas, sostengono che la mossa di Castro di accettare alcune richieste sia in realtà un tentativo di dividere il movimento d’opposizione e l’associazione delle "Damas en blanco", le donne che hanno padri o fratelli detenuti per ragioni politiche. Nei giorni scorsi Fariñas s’è rifiutato d’interrompere lo sciopero della fame aggiungendo che lo farà solo se i prigionieri verranno liberati e non semplicemente spostati.
Secondo fonti della dissidenza ci sono altri quattro oppositori in sciopero della fame sull’isola. Uno di loro ha rilasciato una intervista nella quale sostiene che è "pronto ad arrivare alla morte per continuare la lotta di Fariñas" se questi morirà. Dal 1995 Fariñas ha già fatto più di venti scioperi della fame, il più lungo durò oltre sei mesi (sempre per il ricovero e l’alimentazione forzata): in quell’occasione chiedeva di poter avere accesso senza restrizioni ad Internet. 

(30 giugno 2010)

Posted in: Los de abajo