La sentenza su Dell’Utri. Una decisione attesa 13 anni

Posted on 30 giugno 2010

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Istruito a Palermo nel 1997, il processo di primo grado si è concluso l’11 dicembre del 2004, dopo 257 udienze. Si chiude così il "secondo atto" di uno dei percorsi processuali più seguiti della storia italiana


ROMA
Pena ridotta a sette anni. 1La sentenza della seconda sezione penale della corte d’appello di Palermo nei confronti del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri sigilla la chiusura ufficiale del "secondo atto" di uno dei processi più seguiti negli ultimi anni nel nostro Paese.
Il processo. Istruito a Palermo nel 1997, il processo di primo grado si concluse l’11 dicembre del 2004, dopo 257 udienze, con una sentenza di condanna a 9 anni di reclusione (il sostituto procuratore generale, Nino Gatto, ne ha chiesti 11) che indicava il senatore come un uomo a metà strada fra il mondo della ricca finanza milanese e i più efferati contesti legati a Cosa Nostra. L’appello è iniziato nel 2006.
Dell’Utri, Mangano e Cosa Nostra. A tirare in ballo il nome di Dell’Utri era stato il pentito Salvatore Cancemi già nel 1994, parlando di un altro personaggio che gravitava nell’orbita del Cavaliere sin dai primi anni ’70: Vittorio Mangano. Questi, ufficialmente stalliere nella residenza di Berlusconi ad Arcore, era in realtà un vero e proprio "uomo d’onore" ben conosciuto negli ambienti mafiosi palermitani, portato a Milano alla corte del premier proprio dal senatore. Ma quello con Mangano non era l’unico contatto dell’esponente del Pdl con personaggi di spicco di Cosa Nostra.
Stando alle dichiarazioni dei pentiti Tommaso Buscetta e Nino Giuffrè, Dell’Utri avrebbe avuto rapporti di amicizia anche con storici capimafia come Gaetano Cinà e Stefano Bontade, facendo da vera e propria "cerniera fra potere mafioso, politico ed economico".
Il progetto Forza Italia. La mafia, in particolare, lo avrebbe usato fin dagli anni ’70 come tramite per entrare a pieno titolo in grandi affari edilizi del nord come Milano 2. L’accusa ha inoltre sempre puntato il dito contro il rapporto fra Dell’Utri e i boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano. Questi contatti, riconducibili ai primi anni ’90, sarebbero stati finalizzati a dettare le più importanti linee guida del progetto politico di Forza Italia, fondato proprio in quegli anni.

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Posted in: Gomorra