Messico: ultimatum dei narcos all’Fbi e all’antidroga americana

Posted on 20 luglio 2010

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Secondo i Los Zetas e il cartello di Juarez sono alleati del clan rivale di Sinaloa

 

Si occupino anche delle autorità corrotte messicane. Se no ci saranno nuovi attentati

Secondo i Los Zetas e il cartello di Juarez sono alleati del clan rivale di Sinaloa

Messico: ultimatum dei narcos
all’Fbi e all’antidroga americana

Si occupino anche delle autorità corrotte messicane. Se no ci saranno nuovi attentati

Autobomba dei narcos a Ciudad Juarez (Ap)

Autobomba dei narcos a Ciudad Juarez (Ap)

WASHINGTON – Il fronte della narco-guerra messicana è in pieno movimento. Non c’è tregua, solo morti e sviluppi pericolosi. Da Ciudad Juarez, città al confine con il Texas, i banditi-terroristi che hanno fatto saltare un’autobomba ne promettono delle altre. E lanciano un ultimatum agli americani: se entro 15 giorni la Dea e l’Fbi – che stanno collaborando alle indagini – non si occuperanno delle autorità corrotte messicane ci saranno nuovi attentati.

CLAN RIVALI – La tesi dei gangster, legati ai Los Zetas e al cartello di Juarez, è che i dirigenti locali – dalla polizia ai politici – sono alleati del clan rivale, quello di Sinaloa. La minaccia può essere una fanfaronata, ma gli americani non la sottovalutano. Da un’analisi dei rottami della vettura-bomba si è scoperto che i narcos hanno utilizzato esplosivo rubato di recente in un impianto minerario. Dunque ne hanno in abbondanza per tornare a colpire. Nel tentativo di rispondere alla sfida, Washington ha disposto l’invio di un team di investigatori a Città del Messico, mentre dal 1° agosto inizierà lo schieramento di reparti della Guardia nazionale lungo la frontiera.

TENSIONE – Se al confine Texas-Messico c’è tensione, la situazione non è meno tranquilla in California. Diverse fonti ufficiali hanno confermato che i Los Zetas hanno lanciato una campagna di reclutamento tra i giovani di origine latina che escono dalle prigioni. Gli arruolatori organizzano incontri in diverse zone di Los Angeles, conducono una sorta di esame e poi decidono se ingaggiare il nuovo «soldato». Le reclute saranno poi usate per proteggere la catena di distribuzione della droga in California e, se necessario, impiegate come sicari dall’altro lato del confine. Lo schema – accertato da molte inchieste – è che alcuni dei killer risiedono negli Stati Uniti, ma agiscono nelle cittadine di frontiera messicane.

MASSACRO – Infine un aggiornamento sul massacro di Torreon, costato la vita a 18 persone. Secondo alcune ricostruzioni la festa attaccata dai killer era stata organizzata da lesbiche e omosessuali. E i narcos avrebbe voluto punire i gay. Ma questa tesi è stata respinta da altri osservatori. Una delle vittime, l’unica a non essere stata identificata, era conosciuta come «Mota», ossia marijuana. Inoltre in maggio, dopo una strage simile a quella compiuta nel week-end, su un blog era apparso un messaggio che annunciava dove sarebbe avvenuto il nuovo attacco. Chi ha scritto l’email era ben informato, perché la sua previsione si è avverata.

Guido Olimpio
20 luglio 2010