Detenuti usati come killer dalla direttrice del carcere

Posted on 26 luglio 2010

0


la guerra del narcotraffico in MESSICO

 

Utilizzavano le armi delle guardie per compiere delitti su commissione: coinvolti in almeno tre massacri

la guerra del narcotraffico in MESSICO

Detenuti usati come killer
dalla direttrice del carcere

Utilizzavano le armi delle guardie per compiere delitti
su commissione: coinvolti in almeno tre massacri

Agenti di polizia sul luogo di uno dei massacri compiuti in Messico dai narcotrafficanti

Agenti di polizia sul luogo di uno dei massacri compiuti in Messico dai narcotrafficanti

MILANO – Liberi di uscire e liberi di uccidere: detenuti reclutati come killer dalla direttrice di un carcere in Messico. I prigionieri venivano armati dalle guardie carcerarie e fatti uscire dalle loro celle per compiere gli omicidi, che sono stati almeno 35 in pochi mesi. La vicenda è venuta alla luce nello stato messicano di Durango. «I responsabili sono con ogni probabilità un gruppo di reclusi del centro di riabilitazione Gómez Palacio ai quali veniva concesso di abbandonare la prigione e usare veicoli ufficiali e armi delle guardie carcerarie», ha spiegato il portavoce della Procura Generale, Ricardo Nájera. I detenuti venivano autorizzati a lasciare il centro di reclusione durante la notte per portare a termine le missioni, ovvero per compiere veri e propri delitti su commissione.
ESECUZIONI – Un metodo utilizzato in almeno tre massacri avvenuti a Torreón, città industriale in mezzo al deserto, capitale dello stato di Coahuila e al confine con il Texas: nel febbraio scorso furono ammazzate a colpi d’arma da fuoco dieci persone, per lo più ragazzi; a maggio quattro uomini scesi da un fuoristrada hanno fatto irruzione in un bar ed aperto il fuoco contro i giovani che si trovavano all’interno ed in meno di un minuto ne hanno uccisi 15. Il 18 luglio scorso un commando armato ha ucciso 17 persone e ferito gravemente altre 18 durante una festa di compleanno organizzata da un gruppo di giovani.
DETENUTI-KILLER – Gli investigatori sono risaliti ai detenuti-killer dopo aver trovato sulla scena del crimine i bossoli e le munizioni dei fucili in dotazione appunto ai secondini della struttura carceraria. A far sospettare gli inquirenti che i killer fossero in realtà i detenuti è stato un video sul web con la confessione di un agente di polizia della città di Lerdo, nei pressi di Torreón, caduto nelle mani del cartello de Los Zetas. Nel video l’agente rivela a chi lo ha catturato che la direzione del carcere avrebbe concesso l’uscita dei detenuti per incursioni criminali. Nel filmato, rimosso nel frattempo da YouTube, viene mostrata poi l’esecuzione a morte di questo agente. Nel frattempo la direttrice del carcere, Margarita Rojas Rodríguez, e altri tre funzionari sono stati messi agli arresti domiciliari.
NARCOTRAFFICO – Gli attacchi sarebbero da ricondurre ai narcotrafficanti che combattono una sanguinosa battaglia per il controllo del territorio e delle rotte della droga. I dati ufficiali riferiscono che dal 2006 sono già oltre 25.000 i morti in Messico a causa di sparatorie e attentati legati al narcotraffico, molti dei quali sono vittime innocenti. Nel Paese è in atto infatti una resa dei conti fortissima tra bande criminali. Nel dicembre scorso il presidente Felipe Calderón ha schierato circa 50.000 soldati dell’esercito nel nord della regione.

Elmar Burchia
26 luglio 2010

Annunci