Messico, il capo stava coi narcos, gli agenti riescono a cacciarlo

Posted on 9 agosto 2010

0


CIUDAD JUAREZ

 

In trecento hanno preso d’assalto il comando nella città martoriata dalla guerra tra trafficanti di droga e esercito, per chiedere la destituzione del comandante, collegato ai "cartelli" delle organizzazioni criminali, "taglieggiatore" di cittadini e sottoposti.Destituito insieme ad altri tre

Messico, il capo stava coi narcos gli agenti riescono a cacciarlo Uno dei fermati

CITTA’ DEL MESSICO – Stufi dei loro capi coinvolti nel traffico di droga e nella corruzione, trecento agenti della polizia federale messicana hanno letteralmente preso d’assalto il loro comando, a Ciudad Juarez, per chiedere la destituzione del comandante, considerato collegato ai cartelli dei narcotrafficanti ed odiato perchè taglieggiava non solo la popolazione ma anche i propri agenti. Alla fine, almeno quattro ufficiali della città nel nord del Messico, sono stati rimossi, ma nel paese martoriato dalla guerra con i narcos ingaggiata nel 2006 da Felipe Calderon il problema della corruzione della polizia rimane scottante.
Gli agenti, esasperati dal taglieggiamento nei loro confronti, hanno trattenuto per circa quattro ore, con un vero e proprio assalto alla caserma della polizia, Salomón Alarcón, "lo Sciamano". Il capo del Terzo gruppo delle Forze federali di appoggio di stanza nella città, è infatti accusato di praticare estorsioni ai danni della popolazione civile e dei suoi stessi sottoposti.
LE IMMAGINI DELLA RIVOLTA 1
Rafael Aviles, responsabile delle forze federali a Ciudad Juárez, nello Stato del Chihuahua, ha riferito che Alàrcon é stato rimosso con altri tre colleghi. I poliziotti corrotti sono stati bloccati da colleghi a volto coperto e bloccati nelle stanze dell’hotel Internacional La Playa, dove si incontravano. Oltre che per le tangenti, "lo Sciamano" è accusato – assieme ai colleghi fermati – di aver venduto ai narcos armi ed uniformi della polizia.
Al confine con gli Stati Uniti, Ciudad Juarez è la martoriata cittá che costituisce il crocevia del narcotraffico e dove si registra il piú alto numero di omicidi nelle guerre ingaggiate dal governo di Felipe Calderon contro i narcos e dai diversi cartelli della droga fra di loro: una serie di scontri, massacri e omicidi che dal 2006 a oggi ha lasciato sul terreno circa 28 mila morti.
Nel Messico del nord la situazione della guerra ai narcos è drammatica. Oltre alle sparatorie tra bande rivali ed al taglieggiamento della popolazione, a rendere le cose più difficili ci si mette anche la collusione tra le organizzazioni criminali ed alcuni membri delle forze dell’ordine a libro paga dei narcos. Per ovviare alla corruzione della polizia, che pure ha pagato un alto tributo di sangue in questa guerra con quasi tremila caduti in tutto il Paese, il presidente Calderon ha messo in campo l’esercito, ma la situazione non accenna comunque a migliorare. Così, alla fine, un foltissimo gruppo di agenti di polizia esasperati dall’impossibilità di una vera lotta al narcotraffico, ha deciso di agire direttamente contro i capi corrotti.

(08 agosto 2010)

Advertisements