L’Aquila, tafferugli alla “Perdonanza”. “Letta vattene, Cialente vergogna”

Posted on 28 agosto 2010

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"Alle 3e32 io non ridevo" hanno gridato i manifestanti al passaggio del sottosegretario su Corso Federico II. Molta tensione nonostante l’invito del sindaco alla ”non belligeranza”

dal nostro inviato PIERA MATTEUCCI

L'Aquila, tafferugli alla "Perdonanza" "Letta vattene, Cialente vergogna" Uno degli striscioni portati al corteo

L’AQUILA – "Il Gran rifiuto della cricca", "Celestino sarebbe stato con le carriole", "Letta vedi de jittene", "Zona rossa di vergogna", "Alle 3.32 io non ridevo": hanno atteso che il corteo della Bolla partisse da Piazza Duomo, con in testa il mezzo dei vigili del fuoco che trasportava le spoglie di San Pietro Celestino. Poi, il popolo delle carriole e un gruppo di rappresentanti dei comitati cittadini hanno srotolato gli striscioni e, al passaggio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, hanno dato il via a cori di protesta, ricordando che il cuore della città è ancora una ‘zona rossa’, piena di macerie e in cui è impossibile accedere.
La 716ma edizione della Perdonanza celestiniana, oltre ad essere la festa religiosa e spirituale più importante della città (qui ogni anno viene aperta la Porta santa, l’unica oltre quella di Roma, che però si apre ogni 25 anni), è stata l’occasione per sottolineare ancora una volta, davanti ai cittadini, ai turisti e ai tantissimi giornalisti che hanno seguito l’evento, la situazione in cui si trova il capoluogo dell’Abruzzo a sedici mesi dal sisma.
"Rispettiamo solo i pompieri" hanno gridato i contestatori, che poco dopo hanno intonato slogan contro i potenti del G8, contro le cricche e contro chi nel terremoto che ha distrutto L’Aquila ha trovato una grande fonte di speculazione e guadagno.  Alla fine, però, la contestazione ha lasciato spazio allo spettacolo del corteo in costumi storici e ai tamburi degli sbandieratori. Il popolo delle carriole, ordinatamente, si è accodato ai figuranti, intonando a una sola voce ‘L’Aquila bella me’.

(28 agosto 2010)