Maroni, se questo è un cristiano

Posted on 13 settembre 2010

0


 

di Gigi Riva

Monsignor Agostino Marchetto è stato "dimissionato" dal Vaticano per le sue posizioni a proposito di immigrati. Ma sul tema non ha cambiato idea. Anzi: ha diverse cose da dire al governo italiano

(13 settembre 2010)

monsignor Agostino Marchetto monsignor Agostino MarchettoSe le mie parole sul tema dell’immigrazione sono state così discusse e criticate è perché in Italia la Chiesa conta ancora qualcosa e hanno colpito i politici che dicono di ispirarsi al cattolicesimo ma poi legiferano in modo diverso dai dettami evangelici… Parla monsignor Agostino Marchetto, 70 anni, per nove anni e fino a qualche giorno fa segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti.
Aveva chiesto di andare in pensione, usando la possibilità concessa ai diplomatici vaticani di lasciare a 70 anni e non a 75. Beneficio concesso celermente e prima della nomina del sostituto, tanto da sollevare l’impressione che la Santa Sede abbia approfittato dell’occasione per sbarazzarsi di un uomo scomodo.
Durante il suo mandato ha spesso criticato il governo italiano su questioni come decreto sicurezza, respingimenti e ronde. Non è stato tenero nemmeno con Spagna e Francia per le espulsioni dei rom. Tanto che, per non rovinare i rapporti con gli Stati, la Santa Sede è talvolta intervenuta per sottolineare che le sue posizioni erano "a titolo personale".
Monsignore, in tema di accoglienza, in Italia e in Europa si registrano grossi passi indietro.
"Non c’è dubbio. La legislazione non va in senso positivo. C’è il degrado. Nel binomio sicurezza-accoglienza si privilegia la sicurezza. E questo dipende forse dal diverso atteggiamento della gente verso i migranti. Mentre la legge dovrebbe spingere le persone verso un minimo di bene".
L’Italia oggi è più ricca che in passato. Ma forse era più solidale quando era più povera.
"La ricchezza, almeno di certe categorie, non è buona consigliera su fratellanza e solidarietà. Poi certo c’è la realtà di una forte crescita di una presenza non italiana. E qui si inserisce il discorso della paura. Ma ci sono paure ragionevoli e irragionevoli. Non si pensa al positivo effetto che stanno avendo i non italiani nell’economia, ad esempio. Si parla tanto di radici cristiane dell’Europa ma l’atteggiamento sui migranti non è forse la cartina di tornasole che stiamo perdendo queste radici?".
Le radici cristiane sono citate anche nella bozza di Costituzione della Regione veneta.
"E io ho lodato quel passaggio. Però bisognerà vedere come si tradurrà nel concreto. Il rispetto e la dignità della persona sono al centro della dottrina sociale della Chiesa. Vale per quelli arrivati regolarmente e per quelli che sono qui irregolarmente perché la Convenzione internazionale dei diritti dei lavoratori non fa distinzione tra regolari e irregolari".
Lei non è mai stato tenero col governo italiano.
"Trovo che c’è un peccato originale nella criminalizzazione dei migranti irregolari. Certo uno Stato ha diritto di regolare i flussi, ma può procedere a espulsioni di tipo amministrativo".
Noi siamo arrivati ai respingimenti in mare.
"Molti di quelli che arrivano via mare fuggono da guerre e persecuzioni, avrebbero la possibilità di chiedere asilo. Respingendoli si ferisce il diritto internazionale".
Il fatto che le sue dimissioni siano state accettate così in fretta ha fatto sorgere il dubbio che la segreteria di Stato non l’amasse troppo.
"Ciascuno fa il suo lavoro. Io avevo la responsabilità, davanti alla mia coscienza e al magistero della Chiesa che penso di conoscere, di sostenere certe posizioni. Poi, la riforma della curia prevede che l’organo all’apice dell’interpretazione della volontà del papa sia la segreteria di Stato. Io non ho mai protestato, ma ho sempre pensato che dovevo svolgere il mio ruolo".
Ingerendo, secondo un’altra critica, negli affari interni dei vari Stati.
"Nulla di ciò che è umano mi è estraneo o lo è per la Chiesa. Ritengo sia legittimo per la Chiesa dire ciò che pensa senza per questo volerlo imporre. Dove ci sono delle carenze nelle legislazioni, l’ho sottolineato".
Lei andrà a studiare, da storico, il Concilio Vaticano II. E i migranti perdono un amico.
"Io mi auguro di essere amico di tutti. Perché sono un prete. Però il Signore stesso ha espresso una preferenza evangelica, non di classe o politica, per i più disgraziati, per i sofferenti".