Ignazio Marino – Il governo beffa l’Africa

Posted on 17 settembre 2010

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Al G8 dell’Aquila Berlusconi aveva promesso grandi aiuti ai paesi poveri. Invece Roma si rifiuta di pagare i 260 milioni che già deve al Global Fund. Una presa in giro che costa migliaia di vite e fa perdere credibilità all’Italia

(15 settembre 2010)

Un malato di Aids in Africa Un malato di Aids in AfricaLa crisi finanziaria è globale e le conseguenze si ripercuotono anche nelle attività delle organizzazioni internazionali che lavorano per lo sviluppo e per la lotta alle malattie che affliggono i paesi più poveri. Il Global Fund, creato nel 2001 al G8 di Genova con lo scopo di combattere malaria, tubercolosi e Aids che ogni anno uccidono cinque milioni di persone, si interroga oggi su come potrà finanziare le attività nei prossimi tre anni. Le somme da stanziare per i programmi dal 2011 al 2013 variano dai 13 ai 20 miliardi di dollari. Fino ad oggi le donazioni riguardavano quasi esclusivamente i paesi industrializzati del Nord del mondo, proprio quei paesi maggiormente colpiti dalla crisi e ora in difficoltà.
L’Italia è latitante e, come sempre, in ritardo sui pagamenti. Il suo debito con il Global Fund è di 130 milioni di euro per il 2009 e altrettanti per il 2010 ma, nonostante le rassicurazioni del presidente del Consiglio durante il vertice del G8 dell’Aquila, per ora non si prevede alcuna erogazione. Non rispettare gli accordi internazionali fa perdere credibilità e consolida nel mondo l’idea di un’Italia inaffidabile. D’altra parte, è difficile chiedere ulteriori sforzi a paesi ricchi come gli Stati Uniti dato che il presidente Obama ha già raddoppiato la propria quota, passata nel 2009 da 700 milioni a un miliardo e mezzo di dollari.
L’orientamento allora è quello di coinvolgere i paesi emergenti, come per esempio la Russia, ma anche il Messico, il Brasile o la Cina che sta investendo molto nel continente africano per sviluppare rapporti altamente remunerativi nel settore agricolo, commerciale e dell’energia. Se questi paesi vogliono contare davvero, se intendono prendere parte alle decisioni strategiche più importanti, allora è necessario che diano la propria disponibilità e il proprio contributo alla lotta alle grandi pandemie e alle malattie che affliggono il Sud del mondo compromettendone lo sviluppo. I programmi finanziati dal Global Fund forniscono oggi i trattamenti antiretrovirali a due milioni e mezzo di persone sieropositive in 140 paesi, oltre a dare assistenza a quattro milioni e mezzo di bambini orfani perché i genitori sono morti di Aids. In Etiopia la mortalità legata a questa malattia è scesa del 60 per cento, ma per ottenere tali risultati sono stati investiti più di 10 miliardi di dollari.
L’impegno da parte di alcuni paesi emergenti è oneroso, ma è una delle condizioni per poter passare dalla parte di chi decide e, probabilmente, prendere il posto di chi non rispetta gli impegni, come l’Italia.

*chirurgo, presidente Commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn